CANTÙ – In occasione delle celebrazioni per la festa della Repubblica, tenutesi sabato mattina all’interno (e all’esterno) del cimitero maggiore di Cantù, il sindaco Edgardo Arosio ha parlato del momento cruciale che segnò il passaggio dalla monarchia alla Repubblica, del ruolo delle donne e della “rivoluzione pacifica” del 2 giugno 1946, invitando tutti i presenti a non considerare la festività alla stregua di una semplice rammemorazione del passato, ma come una preziosa occasione per stimolare “un tuffo nel futuro”.

“Oggi ricordiamo la scelta libera degli italiani per la Repubblica, poco più di un anno dopo la liberazione – afferma il sindaco nel suo discorso; - Il 2 e il 3 giugno 1946 si tenne il referendum a suffragio universale, con il quale gli italiani venivano chiamati alle urne per esprimersi, per scegliere tra monarchia e Repubblica. Dopo 85 anni di regno, l’Italia diventò una Repubblica, e i monarchi vennero esiliati. Oggi – prosegue Edgardo Arosio – non si celebra retoricamente una festa nazionale italiana, ma un’importante rottura storica e civile della nostra storia, ossia l’avvento della Repubblica democratica. 72 anni fa, gli italiani decisero il loro futuro da popolo libero: fu un atto di fondazione che diede vita a un nuovo ordine politico. La festa della Repubblica rappresenta un fondamentale momento di cambiamento nella nostra storia: prima del 1946, le donne italiane erano parte della nazione, ma non erano soggetti liberi politicamente. Ma il plebiscito del 2 giugno cambiò radicalmente lo status delle donne, fu uno spartiacque fondamentale. Si trattò di una rivoluzione pacifica, fatta da milioni di donne che espressero il voto insieme a tutti gli altri cittadini, in silenzio, incolonnati e pazienti. Dobbiamo vincere l’indifferenza, specialmente tra i giovani: non dobbiamo rievocare una vuota rammemorazione del passato, ma uno stimolo per un tuffo nel futuro”.






