CANTÙ – Il sindaco Edgardo Arosio, secondo il direttivo di Vola Cantù, starebbe prendendo tempo soltanto per attendere la conclusione delle “diatribe interne alla Lega per la scelta del successore”. Dopo la conferma della sua incompatibilità, stabilita lo scorso 2 luglio dal Consiglio di Stato e rivelata da questo giornale in anteprima, il sindaco dovrà infatti decidere se dimettersi spontaneamente o dichiararsi decaduto, in modo tale da fugare ogni dubbio sul futuro amministrativo di Cantù.
Lo scorso 2 luglio, a causa dell’affidamento di un appalto comunale a un’impresa gestita da alcuni congiunti del primo cittadino, il Consiglio di Stato ha sancito l’incompatibilità del sindaco Edgardo Arosio, confermando la sentenza di primo grado del Tar della Lombardia. L’appalto era stato successivamente revocato dall’amministrazione Arosio, ma l’azienda – una ditta specializzata nella gestione dei servizi cimiteriali – aveva successivamente presentato ricorso, ed aveva vinto (l’appalto, in ogni caso, è già stato riassegnato al Consorzio Canturino Pompe Funebri Zanfrini).
“Se la sentenza è stata ritenuta immediatamente eseguibile per la riassegnazione dell’appalto, perché il sindaco “incompatibile” invece può permettersi di prendersi “tutto il tempo necessario?”, si domanda il direttivo di Vola Cantù. “Arosio sostiene di voler prendere tempo per approvare la delibera di bilancio, ma la risposta più verosimile, a nostro avviso, è un’altra: il sindaco sta prendendo tempo per permettere che le diatribe interne alla Lega per la scelta del successore abbiano più tempo per trovare un vincitore”.
Vola Cantù ha sottolineato anche l’ambiguità dell’atteggiamento di Mirko Gaudiello, presidente del Consiglio Comunale. “Evidentemente condizionato dalla maggioranza che lo ha eletto, il presidente Gaudiello ha scritto per la terza volta al Prefetto per farsi spiegare cosa deve fare”, tuona il direttivo.
“In tutta questa perdita di tempo – conclude Vola Cantù – noi rileviamo una ostentazione di potere e invitiamo il sindaco “incompatibile”, il presidente del Consiglio Comunale e i gruppi di maggioranza ad assumersi concretamente tutte le responsabilità che le urne, come anche spesso gli stessi ricordano, hanno loro attribuito”.
R. I.






