RUBRICA - L'oro del futuro? L'acqua. Il bene primario per eccellenza, l'elemento necessario alla nostra sopravvivenza, l'elisir di salute e bellezza potrebbe diventare merce rara, rarissima. Ecco perchè dovremmo prendercene cura senza aspettare, come al solito, di raggiungere il punto di non ritorno. Il business dell'acqua comprende dinamiche interessanti da analizzare, lo faremo con Pasquale Coppolella, consulente aziendale sulla sostenibilità.
Dottor Coppolella si dice che il business del futuro riguarderà l'acqua. Cosa significa?
Partiamo dicendo che già oggi l’acqua è un business colossale. Si stima che oltre 2 miliardi di persone non abbiano accesso all’acqua potabile; l’aumento della popolazione e il miglioramento del tenore di vita porteranno con sé un incremento della domanda di oltre il 50% entro il 2040. Una cifra colossale e, ovviamente è sempre la domanda a determinare l’interesse di un business e i relativi investimenti. D’altra parte, i cambiamenti climatici potrebbero ridurre la disponibilità di acqua. Per questo l’acqua è destinata a diventare la materia prima più ricercata in assoluto. Il mercato globale dell’acqua nel 2022 valeva 655 miliardi di dollari ed è stimato in crescita di circa il 5% l’anno. Al suo interno, la principale categoria, pari a una quota del 29%, è quella del trattamento delle acque reflue. Il 71% restante è composto da fornitori di attrezzature per l’estrazione, la distribuzione e il trattamento, quali ad esempio la desalinizzazione delle acque del mare. A questo riguardo, aggiungo che ci sono già un sacco di Paesi in zona medio orientale che hanno come principale sorgente idrica il mare. Analogamente ad altri settori, come ad esempio l’agricoltura, anche quello idrico utilizza sempre più tecnologie per gestire con maggiore efficienza i propri impianti. Le reti idriche intelligenti sono tra i segmenti che registrano i più alti tassi di crescita, stimati in oltre il 15% nei prossimi anni. Anche i sistemi di automazione e i contatori dell’acqua offrono tassi di crescita che si dovrebbero attestare al 10-11%. Un ulteriore miglioramento tecnologico è legato al rilevamento di fughe d’acqua, un grave problema in molte metropoli di tutto il mondo. Grazie alla presenza di sensori i gestori sono infatti in grado di scoprire in tempo reale le eventuali perdite e la loro provenienza, potendo così intervenire immediatamente per evitare sprechi. Il consumo d’acqua è cruciale per le aziende che hanno bisogno di ingenti quantità d’acqua per produrre, ad esempio beni agricoli e materie prime. L’agricoltura è il settore che consuma più acqua, il 70% del totale, soprattutto per la produzione di proteine animali, ma il Wwf stima che il 60% dei consumi è legato a sprechi e inefficienze. Termino riportando che il business delle acque trova una sua importante componente nella commercializzazione delle acque naturali in bottiglia. Nel periodo tra il 2012 e il 2021 il consumo di acqua confezionata in Italia è cresciuto a un tasso medio annuo del 2,4 per cento (una cifra ancora in crescita. Ndr). Un incremento che ha contribuito a rafforzare i consumatori italiani come i primi della classe in Europa, forti di 222 litri pro capite di "minerale" bevuta l'anno. L'Italia è il secondo esportatore europeo dietro la Francia, che manda nel mondo acqua in bottiglia per 830 milioni di euro, cifra in costante aumento.
Quali consigli sente di dare ai cittadini per preservare l'acqua?
Dobbiamo farne un uso razionale e sostenibile. Il termine generico “uso razionale dell’acqua” comprende due tipologie di intervento: minor consumo d’acqua, riciclo dell’acqua e riuso dell’acqua di scarico.
Ecco alcuni utili consigli per un uso responsabile dell’acqua, sulla base dei due principi che ho appena enunciato: mentre ci si lava i denti, ci si rade o si fa lo shampoo, ricordarsi di chiudere il rubinetto, fare la
doccia invece del bagno fa risparmiare fino al 75% di acqua e sarebbe meglio usare sempre la lavastoviglie e la lavatrice a pieno carico e a basse temperature. Utile anche annaffiare il giardino e le piante di sera quando il sole è calato, se è possibile con l’acqua del lavaggio di frutta e verdura o con l’acqua piovana raccolta. Raccogliere in una bacinella l’acqua di cottura della pasta ottima per lavare i piatti. Importante anche lavare l’auto usando il secchio o verificare che l’autolavaggio ricicli l’acqua, verificare periodicamente le perdite leggendo il contatore dell’acqua la sera prima di dormire e la mattina appena svegli. Altri consigli sono lavare frutta e verdura riempiendo una bacinella e lasciandoli in ammollo e aprire il rubinetto solo per il risciacquo. Infine controllare sempre se i rubinetti o la cassetta del water hanno una perdita: si può mettere un piccolo contenitore sotto il rubinetto quando siamo al lavoro o dormiamo.
Oltre agli usi domestici, possiamo usare l'acqua del rubinetto per bere?
Un tema molto dibattuto sul quale l’occasione è ottima per fare chiarezza. Direi subito che l’acqua del rubinetto si può bere ed è sicura. L'acqua destinata al consumo umano in Italia proviene per
l’85% da acque sotterranee che sono naturalmente più protette delle acque superficiali. In questi casi l’acqua è più pura, con meno probabilità di contenere batteri e altri agenti inquinanti. Il restante 15% proviene da acque di superficie, come mari e laghi. Purtroppo, questo tipo di acqua ha più probabilità di essere contaminata e deve quindi seguire un processo di potabilizzazione più intenso per garantirne la sicurezza (processo fatto con rigide procedure di sicurezza. Ndr). La maggioranza delle acque che raggiunge le nostre case e i luoghi di lavoro sono una combinazione delle acque della falda acquifera e di quelle di superficie. Inoltre, prima di arrivare nel rubinetto sono sottoposte a un rigoroso sistema di prevenzione e di controlli da parte delle Autorità di controllo ambientale, delle Autorità Sanitarie e dei gestori dei servizi idrici. La percentuale di campioni conformi ai limiti di legge per i parametri di controllo ordinario è superiore al 99%. È più alta della media europea e, generalmente le irregolarità o non conformità non riguardano i parametri di rischio per la salute. I problemi di qualità delle acque si sono verificati in aree circoscritte perché l’acqua proviene da corpi idrici (come un lago, un bacino artificiale, una falda sotterranea attinta con un pozzo. Ndr) che sono contaminati da elementi presenti in natura (ad esempio, nelle rocce caratteristiche di quelle aree. Ndr) quali arsenico, boro e fluoro. Di recente, i sistemi di prevenzione e sorveglianza per le acque destinate al consumo umano sono stati notevolmente potenziati dai Piani di sicurezza dell’acqua elaborati dall'Organizzazione Mondiale della Sanità. Sulla base dei Piani viene analizzato ogni fattore di rischio, specifico per quella zona, che possa pregiudicare la qualità dell’acqua a partire dall'ambiente dove avviene il prelievo dell'acqua, ai trattamenti per renderla potabile, fino al suo arrivo al rubinetto di casa. Adottando questo approccio l’Italia ha anticipato gli obblighi di una direttiva europea in corso di finalizzazione. Secondo i più recenti dati dell’Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT), molte famiglie ancora non si fidano di bere l’acqua del rubinetto, anche se i dati stanno migliorando: la sfiducia è passata dal 40,1% del 2002 al 29,0% del 2018. Ci sono notevoli differenze territoriali: dal 17,8% del Nord-est al 52,0% delle Isole (53,3% e 48,5% rispettivamente in Sicilia e Sardegna. Ndr). All'origine della diffidenza verso l'acqua di rubinetto ci sono interruzioni e disservizi della fornitura, aspetto torbido o effetti dovuti allo stato e manutenzione delle reti.
S.D.D.






