CANTÙ - In un anno aumenta l’immissione di acqua potabile in rete del 10%, ma non aumenta il fatturato di Canturina. Un’anomalia di cui il Comune neppure si è reso conto.
Con una lettera inviata all’Amministratore Unico di Canturina Servizi Territoriali, Massimo Di Domenico, e al Sindaco del Comune di Cantù, Edgardo Arosio, abbiamo avanzato una serie di preoccupazioni che riguardano la gestione del servizio idrico e l’immissione di acqua nella rete dei rubinetti che i canturini utilizzano.
Le problematiche che ci sono sorte derivano dalla lettura del bilancio 2017 di CST.
"Da tale lettura - scriviamo nella lettera inviata oggi - si evince un dato molto anomalo, quello del volume dell’acqua messo in rete. Infatti, nell’anno 2017 risultano immessi 4.920.585 m³ contro i 4.500.000 circa (poco meno) degli esercizi precedenti.
A questo notevole incremento dell’acqua immessa in rete non ha fatto riscontro né il volume erogato, né tantomeno quello fatturato.
È invece aumentata in modo significativo la perdita di rete passando da una media che si aggirava sul 20% a più del 28%. Ci sono sorte spontanee, a questo punto, le domande:
1. È stata individuata la causa di tale anomalia?
2. Quale è stata?
3. È stata rimossa?
4. Non esistevano o sono state messe in atto procedure e/o sistemi di controllo che permettano di intervenire più tempestivamente?
Spero Lei possa fornirmi risposte a breve. Si tratta infatti di un discostamento di quasi +10% annuo, che ci è sembrato davvero eccessivo”.
Di fronte a una politica fatta di spettacolarizzazione, di fake news, di travisamenti o di notizie a scopo dissuasivo, ci sembra fondamentale che la vita cittadina si occupi soprattutto dei problemi reali, non di quelli inventati. Eccone uno, di cui l’Amministrazione comunale non sembra essersi neppure accorta.
Ci piacerebbe essere smentiti. Attendiamo la risposta di Sindaco e di Amministratore unico di CST per esserlo.
Filippo Di Gregorio
Capogruppo Partito democratico
Consiglio comunale di Cantù






