CANTÙ – Dopo l’arresto di uno dei fratelli dell’attentatore di Marsiglia, avvenuto a Chiasso negli scorsi giorni, il dibattito incentrato sulle infiltrazioni jihadiste in provincia di Como è tornato improvvisamente a riaccendersi, coinvolgendo esponenti politici, amministratori locali e comuni cittadini. Ne è pienamente consapevole il deputato canturino Nicola Molteni, il quale, in una recente interrogazione parlamentare presentata al Ministro dell’Interno, ha richiesto quali misure si intendano adottare per evitare che la provincia di Como diventi il “punto di raccolta ed irradiazione del jihadismo in Italia” – tra il 2015 e il 2017, come ricordato dallo stesso Molteni, i sospetti jihadisti espulsi dalla provincia di Como sono stati due -, richiedendo inoltre un più intenso monitoraggio per i luoghi di culto islamici disseminati nel comasco, compreso quello di Cantù.
Ecco il testo dell’interrogazione:
“Stando ai dati pubblicati recentemente da un noto quotidiano nazionale, sarebbero 214 i provvedimenti di espulsione firmati dal Ministro dell'interno a partire dal 2015 contro altrettanti sospetti jihadisti, 83 dei quali adottati nel periodo che va dal 1° gennaio al 6 ottobre 2017. Di questi 214 espulsi, ben 46 risiedevano in Lombardia e, di questi, due a Como: la circostanza indurrebbe a ritenere significativa l'infiltrazione jihadista nella provincia comasca”.
Al Ministro Minniti, al quale è rivolta l’interrogazione, Molteni domanda “Quali siano gli orientamenti del Ministro interrogato alla luce delle statistiche concernenti la ripartizione per area di residenza degli stranieri espulsi con provvedimento firmato dal Ministro dell'interno, in base alle quali sarebbero ben due i sospetti jihadisti allontanati dalla provincia comasca, posto che esse, secondo l'interrogante, costituiscono un campanello d'allarme relativamente alla consistenza della presenza di estremisti islamici a Como e nei suoi dintorni”, chiedendo inoltre “quali iniziative il Governo intenda assumere per fermare l'eventuale deriva della provincia comasca verso la condizione di punto di raccolta ed irradiazione del jihadismo in Italia. Se, in particolare, alla luce dei dati generalizzati in premessa, il Governo non reputi necessario procedere, per quanto di competenza, a un monitoraggio dei luoghi di culto islamico aperti a Como e nella sua provincia, con particolare riguardo al comune di Cantù, e assumere ogni iniziativa di competenza per la chiusura di quelli irregolari”.






