SALUTI ROMANI – “Una forza sedicente nuova, in realtà vecchia come il cucco”

lunedì, 24 luglio 2017

Al piccolo gregge di fascistelli protagonisti della trista bravata all’entrata della Festa de “L’Unità” vorremmo ricordare che, oltre alle Norme transitorie della Costituzione e alla Legge 645/52 che vietano la ricostituzione del partito fascista, esiste anche la Legge 205/93 che sanziona e condanna gesti, azioni e slogan legati all’ideologia nazifascista.

In particolare condanna chi <<…propaganda idee fondate sulla superiorità o sull’odio razziale o etnico, ovvero istiga a commettere o commette atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi…>> e <<...chiunque in pubbliche riunioni, compia manifestazioni esteriori od ostenti emblemi o simboli propri o usuali delle organizzazioni, associazioni, movimenti o gruppi…>> che quelle idee propagandano.

Sappiano dunque i cinque fascistelli in questione che è sufficiente ostentare lo sventurato saluto romano per incorrere nei rigori della legge così come hanno sentenziato anche i Giudici della Suprema Corte in quanto esso richiama <<…l’ideologia fascista e valori politici di discriminazione razziale e di intolleranza…>> ancorché il celebre gesto non venga accompagnatoda manifestazioni <<…caratterizzate da elementi di violenza…>>. 

Per la Cassazione, dunque, ostentare il saluto romano è <<di per sé>> giustificativo di una condanna.
Chi di dovere, dunque, agisca!

Enzo Marelli

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