CANTÙ – “Un grande risultato, abbiamo sfiorato l’impresa elettorale. Adesso non ci resta che rituffarci con impegno nella nostra campagna”. Le prime dichiarazioni di Edgardo Arosio sono arrivate a poche ore dal termine degli scrutini, quando le indiscrezioni legate all’imminente turno di ballottaggio avevano iniziato a trovare le prime conferme nei numeri: 49,28% per il candidato del centrodestra, 27,87% per Francesco Pavesi. La vittoria al primo turno è stata davvero sfiorata – "meglio non pensare a quello che sarebbe successo se quel 2% di elettori di destra non avesse votato per un sindaco diverso da Arosio", sottolineano alcuni attenti osservatori - e intorno alle 2.30 di lunedì mattina sembrava addirittura l’ipotesi più plausibile: l'ex primo cittadino, d’altronde, s’è imposto con un margine piuttosto consistente in alcune tra le sezioni più importanti della città – basti pensare al seggio di via San Giuseppe, a Vighizzolo, dove Arosio ha ottenuto circa 130 voti in più di Pavesi – mentre negli altri seggi il distacco con il rivale è stato più contenuto, ma quasi sempre a favore di Arosio.
Le cifre parlano chiaro, e per eleggere il nuovo Sindaco di Cantù si dovrà passare per l’ordalia del turno di ballottaggio: proprio come cinque anni fa, quando Claudio Bizzozero riuscì a sconfiggere il deputato Nicola Molteni con un margine di 1.458 voti (nel primo turno il leghista aveva preso più voti di Bizzozero, proprio come Arosio e Pavesi in questa tornata). “Ci siamo già riusciti una volta, e abbiamo tutte le carte in regola per ripetere il successo di cinque anni fa. Siamo assolutamente determinati”, ha affermato nelle scorse ore Francesco Pavesi, candidato con la lista Lavori in Corso e appoggiato da altre due civiche. “Siamo riusciti a mantenere la base elettorale di cinque anni fa, il che non era certamente facile”, dichiara ancora Pavesi. L’esito delle elezioni si deciderà sul filo di un equilibrio sempre più teso, sempre più incerto, un equilibrio ulteriormente rafforzato dalla determinazione racchiusa nelle dichiarazioni dei due candidati a poche ore dal termine delle votazioni.
E gli altri candidati? La delusione più grande è certamente quella sperimentata da Alberto Novati e dalla coalizione di centrosinistra, un gruppo ambizioso che avrebbe certamente potuto sperare nel turno di ballottaggio. “Abbiamo perso, su questo non v’è alcun dubbio – ammette realisticamente Alberto Novati; - Ma il grosso calo dei votanti è preoccupante per tutti”. Gianpaolo Tagliabue del Movimento 5 Stelle si è limitato a ringraziare i suoi elettori – “un ringraziamento ai 1.117 che ci hanno votato” – mentre dal candidato Franco Liva non è giunta nessuna reazione.
R. I.






