CANTÙ – Le elezioni amministrative sono ormai alle porte, e leggendo tutti i (numerosissimi) nomi dei candidati in consiglio comunale verrebbe da domandarsi che cosa li abbia spinti a candidarsi: alcuni hanno deciso di mettersi in gioco con la speranza di contribuire al “rinnovamento della città” – un’espressione anche fin troppo abusata - o per dare sfogo a una personalissima urgenza interiore, a un bisogno fisiologico di scendere in campo per dire la propria, per combattere.
Ma in altri casi, come quello di Raffaella Nenna di Forza Italia, il meccanismo che ha favorito la discesa nell’agone politico è stato innescato da una vicenda personale, da un episodio di cronaca che ha coinvolto da vicino un membro della sua famiglia. Nel marzo del 2015, dopo una serata trascorsa con alcuni colleghi di lavoro, il marito della candidata di Forza Italia venne brutalmente aggredito da alcuni stranieri mentre si trovava in una via di Cantù, a pochi chilometri da Carimate. E la moglie, a più di due anni di distanza dall’aggressione, ha deciso di candidarsi “per sistemare le cose, per cercare di combattere l’odiosa superficialità con cui vengono trattati i malviventi”.
“Quel giorno, il 23 marzo del 2015, mio marito stava rientrando a casa con la propria auto, quando all’improvviso ha notato una persona distesa a terra – spiega Raffaella Nenna, una dipendente di Poste Italiane; - Negli istanti successivi ha rallentato, e dopo pochi secondi sono apparse improvvisamente altre tre persone, tre individui che si stavano nascondendo nei cespugli. I malviventi hanno aperto le portiere della macchina di mio marito, e dopo avergli chiesto di consegnare il denaro hanno iniziato a percuoterlo violentemente con spranghe di ferro, con bastoni di legno. Lui ha cercato di reagire, ma gli aggressori sono comunque riusciti a strappargli l’orologio e una catenina. Fortunatamente – prosegue la candidata di Forza Italia – poco dopo è sopraggiunta un’altra macchina, e i malviventi si sono allontanati. Mio marito è tornato a casa con gli abiti strappati e con il volto ricoperto di sangue, era davvero irriconoscibile. Perfino i medici e i carabinieri sembravano stupefatti: mi dissero di non aver mai visto nulla di simile”.
Raffaella Nenna avrebbe deciso di candidarsi per tutelare i diritti dei più deboli: “Si è trattato di un episodio davvero terribile, e mi sono candidata perché desidero che non possa ripetersi in futuro. I malviventi vengono trattati con eccessiva superficialità: vengono arrestati, trascorrono una notte in carcere (con vitto e alloggio), e il giorno dopo sono già liberi, come se non fosse successo nulla. Se verrò eletta in consiglio lotterò per avere più controlli, più vigilanza, mi batterò per i più deboli”.
R. I.






