MARIANO COMENSE - Sembrerebbe una scena di un film, forse un thriller, invece è Mariano Comense, via IV novembre. C. P., un uomo di 40 anni, agli arresti domiciliari, esce nella strada sotto casa, nella notte, con solo le mutande addosso, e inizia a fare del suo corpo un'"arma": prende a testate i lunotti posteriori delle macchine parcheggiate, si ferisce pesantemente.
Una vicina sente battere sulla sua finestra e lo vede, seminudo e coperto di sangue, che tira pugni alle sue imposte; chiama subito i carabinieri. Nel frattempo, la moglie di M. P., spaventata, chiama il 118: "Mio marito è sotto effetto di stupefacenti". Nel giro di pochi minuti arrivano due volanti della stazione di Lurago d’Erba, una del Radiomobile di Cantù e una di Mariano Comense: lo accerchiano, tentando di fermarlo. Ma domare una furia non è semplice. L'uomo scalcia a più non posso, scappa, sfonda con la testa il lunotto di un'altra pattuglia e si rifugia in cortile.
Ed ecco, a questo punto, la tensione è al suo massimo: M. P. emerge dal fondo del cortile, avvolto dall'oscurità, impugnando un oggetto lungo e stretto. Un fucile? No, un ombrello, lasciato cadere appena le forze dell'ordine si sono fatte più vicine e più minacciose.
Infine viene arrestato, finendo, però, direttamente all’ospedale Sant’Anna. Accusato di lesioni (tre militari sono rimasti lievemente feriti), minacce, evasione, resistenza, danneggiamento aggravato, il 40enne ha patteggiato un anno e due mesi, da scontare agli arresti domiciliari.






