MOSCA (RUS) - Come tutti si aspettavano, il Khimki vince tra le mura amiche contro la Fox Town 75-62, in una partita in cui i russi hanno messo in campo una grande superiorità fisica, che a lungo andare ha fatto sì che Cantù si sfaldasse, finendo il terzo quarto sotto 60-38, con soli 7 punti segnati nel periodo.
Eppure l’inizio non era stato dei peggiori per i ragazzi di coach Pino Sacripanti che, pur inseguendo sempre il Khimki, hanno chiuso il primo quarto sotto 23-16 con Johnson-Odom a guidare i suoi (23 punti e 7 falli subiti).
Cantù inizialmente ha subito troppo a rimbalzo, è stata infilata a centro area dai pick n’ roll degli avversari che hanno anche preso ottime triple dalla punta e dagli angoli con un giro di palla perfetto e preciso come un orologio svizzero. Rice è rimasto “tranquillo”, quindi ci hanno pensato Davis e Monia a bucare la retina, comunque ben supportati da tutti i ragazzi di coach Kurtinaitis, che ha sapientemente gestito le rotazioni.
Sacripanti ha invece provato Williams e Shermadini insieme per cercare di fermare lo strapotere fisico del Khimki, ma il georgiano si è reso protagonista di una prova evanescente, molle in attacco e svagato in difesa; a dirla tutta, i lunghi canturini non sono proprio entrati in questo match, salvando la discreta difesa di Williams e qualche sporadica soluzione offensiva di Buva.
Gli unici ad aver lasciato il segno, data la fisicità dell’incontro, sono stati DJO e DeQuan Jones, quest’ultimo comunque insufficiente, mentre Feldeine infila giusto un paio di triple consecutive ma pare continuare a giocare da solo prendendo scelte del tutto fuori dagli schemi. Ci ha pensato poi DJO (sempre l’ultimo ad arrendersi) con 8 punti in fila a riavvicinare i suoi, fino al -13 finale che fa molti meno danni rispetto a un potenziale -30 al quale la Fox Town si era avvicinata pericolosamente.
Il bicchiere mezzo pieno dice che Cantù ha perso di 13 contro una corazzata tenendola sotto gli 80 punti segnati, giocando senza Gentile e avendo apporti insufficienti da parecchi giocatori; il bicchiere mezzo vuoto conferma il momento difficile di Feldeine e Shermadini, oltre che un ritorno nel limbo di Damian Hollis.
Ora non resta che vincere mercoledì prossimo contro Salonicco e guardare, dati alla mano, la differenza canestri.
Davide Porro






