CANTÙ – Le presunte fragilità strutturali del ponte di Cantù-Asnago sono finite al centro di aspre polemiche, di commenti astiosi e sprezzanti, e nelle scorse ore hanno causato anche uno scambio di accuse incrociate tra il Comune di Cantù e la Provincia di Como.
Con un’ordinanza inviata a Villa Saporiti, infatti, il sindaco di Cantù ha richiesto l’immediato intervento della Provincia per mettere in sicurezza l’intera area “entro un mese”, e avrebbe addirittura minacciato di presentare le proprie rimostranze alla magistratura.
La replica della Provincia non s’è lasciata attendere: attraverso le parole del presidente della Provincia, Maria Teresa Livio, gli organi provinciali hanno ribadito che “il ponte non rappresenta un pericolo immediato”, e che pertanto “una richiesta di intervento con tempi indicati da qualcun altro è una scorrettezza”. Negli scorsi giorni, peraltro, la stessa presidente provinciale aveva affermato che i dipartimenti tecnici della Provincia “sono già stati allertati”, confermando la volontà comune di “valutare la migliore possibilità di intervento”. Ma l’intervento della Provincia appare ormai scontato, è solo questione di tempo. Riferendosi al ponte di Cantù-Asnago, Maria Teresa Livio aveva infatti dichiarato che “si tratta di un ponte vecchio, un’infrastruttura su cui interverremo”.
Pochi giorni fa, in occasione di un sopralluogo effettuato dai Vigili del Fuoco di Como, alcuni esperti avevano affermato che il ponte di Cantù-Asnago, pur essendo “sensibilmente danneggiato”, non si troverebbe in condizioni tali da destare particolari preoccupazioni.
R. I.






