CANTÙ - Pochi giorni di riposo e importanti cambiamenti hanno toccato la Red October Cantù. Prima è arrivato Pat Calathes (a onor del vero non si è aspettata la pausa per ingaggiare il greco ma i recenti allenamenti sono serviti ad inserirlo in squadra), poi si è unito ai biancoblu, da Pistoia, David Cournooh, e infine ha salutato la Brianza Marco Laganà, dopo due anni e mezzo di matrimonio in cui in pratica non ha mai giocato.
Sarà quindi una nuova Cantù quella che affronterà a Mestre la Reyer Venezia (domenica alle 18:15), seconda in classifica e squadra potenzialmente devastante, con nomi importanti sia tra gli stranieri (Haynes, Ejim, McGee) sia tra gli italiani (Tonut, Ress, Viggiano), il che la rende una formazione particolare, come l’ha definita coach Kirill Bolshakov: “È una squadra abbastanza particolare – ha spiegato l’allenatore canturino – e dobbiamo fare del nostro meglio per farli giocare male. Abbiamo lavorato soprattutto su come Venezia “distrugge” il gioco degli avversari”.
La Red October, come detto, avrà a disposizione due ulteriori frecce al proprio arco, Calathes ha già dimostrato di essere pronto a giocare e Cournooh è un investimento importante per la società brianzola, che punta molto sul play/guardia italiano: “Durante questi giorni abbiamo aggiunto alcuni importanti giochi e abbiamo lavorato per integrare i due nuovi innesti che finora ci hanno soddisfatto – ha detto Bolshakov –. Spero che con David risolveremo il problema “stanchezza” di Dowdell visto che gioca 30 minuti e viene sempre attaccato e pressato dai nostri avversari con la conseguenza che il nostro gioco perde di qualità”.
Cantù è ora una formazione più completa, lo si legge in volto a Kirill Bolshakov che le cose stanno andando meglio, tuttavia ci sono ancora un paio di giocatori che non stanno dando il contributo che ci si aspettava: Alex Acker (4.8 punti in 18.6 minuti di impiego) e Vaidas Kariniauskas (1.7 punti in 15.4 minuti). “Entrambi potrebbero crescere se non avessimo avuto problemi in determinati ruoli – ha detto Bolshakov – e ora abbiamo sei giocatori in due ruoli. Ogni giocatore deve avere fiducia nell’allenatore e necessita di minuti in campo, noi comunque abbiamo ancora possibilità di lavorare sugli esterni”.
La Red October è attesa da quattro partite di cui tre lontane dal PalaDesio e, parola di Bolshakov, “tutti avremo le idee più chiare sulle nostre potenzialità”.
Davide Porro








