IL COMMENTO – Adieu signor sindaco. Senza rimpianti

lunedì, 21 novembre 2016

Dopo la dichiarazione di rinuncia del sindaco Claudio Bizzozero ad una sua eventuale ricandidatura nelle file di Lavori in corso e l’affermazione alle primarie del centro-sinistra di Alberto Novati, due caselle, in vista delle prossime elezioni amministrative a Cantù, trovano una loro sistemazione.

Al di là delle motivazioni personali, che pure Bizzozero esplicita ma che, proprio perché riguardano la sua privacy, non si possono né si debbono commentare in sede di analisi politica, le motivazioni addotte dal sindaco a giustificazione della sua decisione certificano l’esistenza di una profonda divaricazione nelle file di Lavori in corso.
In realtà l’esistenza di questa spaccatura si era intuita da tempo ancorché sia stata a più riprese smentita dai vertici del movimento

Le ragioni di questa rottura sono motivate in primo luogo dalla scelta “convintamente indipendentista” del sindaco ma non condivisa dal resto del movimento. Quel che però Bizzozero dovrebbe spiegare, ma non lo fa, è cosa significhi, cosa si nasconda dietro quel “convintamente indipendentista”. Ci troviamo forse di fronte ad una scelta simile a quella dei “serenissimi”? Quelli che – alcuni anni fa – occuparono il campanile di San Marco con un autocarro camuffato da autoblindo? Oppure significa solo far beffardamente garrire la bandiera di San Marco sul tetto di un edificio fra via Carcano e Corso Unità d’Italia?

La seconda ragione della rottura è la decisione di Bizzozero, subita con non poca irritazione dal resto della civica, di puntare alla propria elezione nel Consiglio regionale lombardo. Questa decisione si è resa esplicita quando Bizzozero ha dato vita a quel suo movimento anti-tax che, partito alla grande con interviste a giornali e telegiornali, l’annuncio di tour nazionali e fuochi artificiali ad accompagnare la costituzione di pochi, fragili e striminziti gruppi legati al movimento, sembra ormai ridotto a ben poca cosa: un’utilitaria agghindata con scritte inneggianti alla indipendenza fiscale, qualche roboante dichiarazione sui social, un sito dove scrivono pochi ed abituali personaggi che si citano a vicenda per giustificare le loro tesi.

Bizzozero e Novati, pur avendo avuto un percorso ideale e politico inizialmente simile, si sono diversamente caratterizzati nel corso del tempo sia nelle scelte politiche ed ideali che nello “stile”, nel modo di condurre le proprie battaglie politiche.

In Bizzozero c’è il mito dell’uomo solo al comando, dell’eroe solitario che si batte contro tutto e contro tutti, del personaggio capace di gesti clamorosi, talvolta anche al limite del cattivo gusto e della clownerie, del Don Chisciotte che si batte contro i mulini a vento, del boss di bocca buona che, pur di raggiungere i suoi obiettivi, accetta di farsi accompagnare dai personaggi politici più improbabili purché disponibili ad accettare la sua leadership.

Al contrario, in Novati c’è la repulsione per il gesto clamoroso, il rifiuto dell’apparire in prima fila, il culto per il lavoro collettivo, per il lavoro di squadra. Pur riconoscendo il valore della singola intelligenza considera il confronto, lo scambio, il dibattito e la discussione come un modo per valorizzare il contributo individuale e non per reprimerlo. Ed è anche un convinto assertore della necessità di essere sempre pronti a cogliere i contributi che vengono dalle parti più disparate, che non vi siano verità assolute ma che sia necessario essere aperti ogni volta ad analizzare nuove verità.

Due personalità, due stili, due modi diversi di rapportarsi ai cittadini, due metodi contrapposti di fare politica.
Ma, considerato il disastro dei vent’anni della Lega e gli scarsi risultati ottenuti con lo “stile” Bizzozero, è forse giunto il tempo di far rinascere la città con un’amministrazione che abbia una cifra diversa dalle precedenti e che ponga al centro della sua iniziativa una Cantù ordinata, sicura, socialmente giusta, culturalmente attiva ed economicamente florida.

Enzo Marelli

 

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