La Festa del legno è sicuramente una manifestazione che si avvia a diventare un appuntamento sempre più interessante ed utile per mettere in vetrina la principale fra le attività economiche del nostro territorio.
Fra le molte iniziative promosse nell’ambito della manifestazione, quella che passa sotto il nome di “botteghe aperte” è senza dubbio la più utile e stimolante.
L’idea è quella di far conoscere al pubblico dei consumatori i prodotti delle singole aziende, agli operatori del settore le capacità tecniche di ogni singola realtà aderente all’iniziativa ed ai singoli cittadini – last but not least - la fonte della ricchezza economica del nostro territorio.
Allo stesso tempo, però, è anche un utile momento di confronto e scambio di idee fra produttori che, dallo stimolo reciproco, possono trarre ispirazione perché ciascuno possa migliorare sé stesso tenendo conto delle esperienze già sperimentate da altri.
E’, in altri termini, un modo intelligente per socializzare e rendere collettive le novità, i progressi ed i passi in avanti che, localmente, il mondo della produzione compie anno dopo anno.
Così si può scoprire che la sega a nastro e la “toupie”, che erano il sogno dei nostri produttori negli anni Cinquanta e Sessanta, hanno lasciato il posto, anche nella realtà produttive più piccole, a moderne sezionatrici a lama inclinabile, a levigabordi e bordatrici di ultima generazione, a centri di lavoro a controllo numerico, cioè al meglio che la tecnologia mette attualmente a disposizione dell’industra del mobile.
E ci si può anche rendere conto di come, sull’onda di una tradizione e di una storia che ebbe inizio con la Selettiva, molte aziende siano alla continua ricerca di giovani architetti e designer per trarre dalle loro idee, e dalla loro matita, l’ispirazione per proporre delle soluzioni nuove, fresche e tecnicamente valide per l’abitare moderno.
Si può anche comprendere di quanto sia presente, soprattutto nei giovani produttori, il desiderio di non soccombere ad un destino, già scritto, secondo cui l’unica loro via di sopravvivenza sarebbe quella di vivere all’ombra dei grandi marchi, rinunciando per sempre ad un approccio indipendente al mercato.
E ci si può anche accorgere di quanto sia grande il loro desiderio di creare marchi indipendenti e reti commerciali autonome, inventare un approccio al mercato non tradizionale, sperimentare l’utilizzo di nuovi materiali, magari di riciclo, e nuove tecnologie.
Ma allora perché nasconderci? La Silicon Valley del mobile siamo noi!
Enzo Marelli






