BASKET – Super FoxTown: Cantù batte Mosca 99-88

mercoledì, 7 gennaio 2015

CUCCIAGO - La magia del Pianella! Già, perché qualcosa di magico è avvenuto tra le vecchie lamiere della Mapooro Arena, dove Cantù batte 99 a 88 il Khimki Mosca, mettendo la partita su un alto livello d’energia, che tanto piace ai russi, giocandosela a viso aperto contro giocatori straordinari, Tyrese Rice su tutti. Ad essere sinceri, senza Rice le cose sarebbero state difficili per il Khimki, che dopo il buon avvio (che fa tremare i tifosi del Pianella), vede il rientro dei biancoblu che guadagnandosi falli andranno in lunetta 18 volte durante i 40 minuti, sbagliando un solo libero.

Ma è l’energia, l’incredibile tenacia messa in campo da tutti, nessuno escluso, a portare Cantù avanti di 10, e poi di 19 (56-37) a fine primo tempo. L’aria che si respira è di sfida vera, con un Khimki incredibilmente nervoso, sempre in piedi in panchina e mai richiamati dagli arbitri, con addirittura membri dello staff che corrono al tavolo ad avere spiegazioni, pur non avendone assolutamente il permesso.

FOXTOWN GENERICA

Foxtown stasera (foto C. Turati)

Al rientro ci si aspetta un Khimki più cattivo e una Cantù più debole, e infatti pare così, ma la doppia cifra di vantaggio è sempre mantenuta, e nessuno si tira indietro. Proprio prima della partita scrivevo (la prima persona è d’obbligo) di Maarty Leunen al Pianella, e di una sua eventuale “spiegazione del gioco” a Damian Hollis. Risultato? 19 punti, 3/3 da due, 3/4 da tre, 4/4 ai liberi e 22 di valutazione, mostrando di conoscere il gioco, aprendosi bene da 3 punti, spiegando basket sotto canestro con un uso magistrale del perno. E Sacripanti in conferenza stampa lo sottolinea.

Johnson-Odom 18 punti e 7 (sette) assist, Laganà bene in difesa e con una tripla da super attributi, DeQuan Jones esplosivo (peccato quando deraglia per la foga), Buva eccellente, Williams granitico, e Stefano Gentile in veste di saggio playmaker con un paio di triple alla Stefano Gentile, da far saltare in aria il palazzo. Ma anche Feldine, Shermadini e Abass, tutti a referto, tutti con il loro mattone, tutti con un’energia che, se fosse sempre sul parquet, metterebbe in mostra le potenzialità di una squadra che c’è, e c’è per davvero.

Per chi comunque volesse leggere qualcosa di negativo, peccato per l’ultimo quarto, in cui il Khimki recupera, prende triple aperte e Cantù commette qualche sciocchezza, che paga sempre con punti recuperati dagli avversari. Ma questo è il Khimki Mosca, la squadra più forte d’Eurocup, e Cantù ha sbarrato la strada alla loro classe e, a volte, alla loro arroganza.

Davide Porro

 

 

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