MARIANO COMENSE - Si percepisce la rabbia nelle parole di Simone Ciavarella, il proprietario della Panda nera bruciata sabato notte.
Rabbia per la mancanza di telecamere a ridosso di una villa che per tutta estate ospiterà eventi e rabbia per la mancanza quella sera delle forze dell'ordine nel centro.
"Dopo la partita sono andato a letto, avevo lavorato tutto il giorno ed ero stanco. Poi il campanello, i miei vicini di casa con insistenza mi hanno chiamato e urlavano "corri corri la tua auto sta bruciando".Mi sono svegliato di soprassalto sono subito corso fuori a vedere ed ecco la sorpresa: l'auto in fiamme".
Il racconto del giovane ragazzo di Mariano, residente proprio in via Garibaldi parte dalle 22,45, da quando i suoi vicini lo allertato. "Sono sceso in strada e ho contatto il numero unico 112. Mi ha risposto un operatore a cui tra l'altro ho dovuto spiegare dove fosse la via - ricorda amareggiato Simone - L'arrivo sul posto da parte dei vigili del fuoco è stato rapido, così hanno spento le fiamme in pochi minuti. Mentre ci è voluto più di un'ora per veder giungere sul posto i carabinieri della stazione di Mariano".
"Ero arrabbiato la mia auto bruciava e non c'era nessun agente della municipale, nessun carabiniere sul posto almeno per controllare l'evento. C'era il sindaco Marchisio che mi ha spiegato che non ci sono telecamere nella zona e la mia rabbia è aumentata ancor di più: denuncia contro ignoti per incendio doloso".
Oltre il danno però, è arrivata la beffa: "Deve spostare l'auto signore altrimenti c'è il rischio multa - mi hanno detto - così lunedì mattina mia mamma è dovuta scendere ogni ora per cambiare il disco orario e infine lunedì pomeriggio il carroatterzzi è arrivato per portare a demolire l'auto". L'azienda per cui lavora il ragazzo di ventiquattro anni è stata comprensiva e gli ha permesso di utilizzare nel tragitto casa - Como il mezzo aziendale. "Rimane l'insicurezza, la paura che possa riaccadere - conclude Simone - ora devo cercare una "nuova" auto. Non ci sarà alcun risarcimento né dal Comune né dall'assicurazione: non avevo la postilla contro atti vandalici".
Le indagini proseguono e forse si cercherà di nuovo il piromane noto dal 2013.
Silvia Rigamonti






