Lega Nazionale Dilettanti. È stop alle scommesse

lunedì, 9 marzo 2020

Giro di vite, a partire dalla scorsa estate, nel campo delle scommesse sul calcio dilettantistico. La decisione a cui è giunta la Camera è quella di ridurre il fenomeno delle scommesse clandestine e del match-fixing, che coinvolge i campionati delle serie minori.

C’è la rete di combine e scommesse illegali all’origine della stretta sulle giocate relative ai match della Lega Nazionale Dilettanti (LND). Numerose piattaforme online offrono oggi quote calcio aggiornate per scommettere legalmente sulla stagione in corso. Da un lato, gli appassionati non sembrano avere dubbi sul funzionamento del sistema nelle serie professionistiche. Dall’altro, potrebbe essere invece utile fare un quadro della situazione per quanto riguarda le scommesse sul calcio dilettantistico.

Lo scorso giugno 2019 la Commissione Cultura della Camera ha espresso giudizio favorevole in merito al divieto della possibilità di scommettere sui campionati minori. Serie D, Eccellenza, Promozione, Prima, Seconda (quella in cui milita il Cantù Sanpaolo) e Terza Categoria sono quindi state escluse dall’offerta dei siti di betting sul calcio. I tifosi granata non potranno pertanto puntare sulla squadra del cuore che, a una manciata di partite dal termine della regular season, si attesta saldamente in zona play-off. Sarà il 2019 l’anno dell’inizio della risalita, per la formazione allenata da mister Rossini? La risposta, in questo caso, non potrà arrivare dai bookmaker.

Scommesse calcio dilettantistico: tutto quello che c’è da sapere

Correva l’anno 2018 quando scommettere sulla Serie D era ancora legale. Il primo campionato italiano dilettantistico per importanza raccoglieva giocate che arrivavano a un ammontare di quasi 25milioni di euro, con un derivante gettito erariale pari a 658mila euro. Le serie minori, troppo facilmente soggette a episodi di match-fixing e scommesse clandestine, rimanevano però sotto la stretta osservazione delle autorità calcistiche e governative. Per citare soltanto uno degli ultimi casi, si pensi alla presunta combine Bitonto-Picerno di domenica 5 maggio 2019. Al termine della partita, la Procura di Bari aveva disposto un’indagine per frode sportiva a danno di 7 giocatori, accusati di aver “truccato” il risultato finale. Un’ennesima occasione per spingere gli organi competenti a esercitare un maggior controllo sulle serie minori, specialmente quelle di cui è competente l’LND.

Stop alle scommesse sulla LND: l’emendamento del Governo

A preoccupare maggiormente il Governo sono state le notizie in merito alle accertate infiltrazioni della criminalità organizzata connesse al mondo del betting nei campionati che sono meno al di sotto delle luci dei riflettori. Sull’argomento si era espresso l’allora sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti, che evidenziava la difficoltà da parte dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli nel monitorare adeguatamente i flussi di denaro illecito non provenienti dal territorio nazionale.

Lo scorso 20 giugno 2019, in occasione dell’esame del disegno di legge delega sull’Ordinamento sportivo, la Camera si era così espressa con parere favorevole avvallando l’emendamento volto a vietare le scommesse sulla LND.

Tale emendamento è stato sottoscritto dal deputato della Lega Domenico Furgiuele e approvato per voce del relatore in Commissione Cultura Daniele Belotti (bergamasco, anch’egli della Lega e autore di tre volumi sulla storia della Curva Nord atalantina).

Il documento indica anche le pesanti sanzioni in cui può incorrere chi dovesse contravvenire al divieto. Chiunque fosse ritenuto responsabile di organizzare scommesse è punito con un’ammenda di minimo 20 e massimo 50mila euro e con dai 3 ai 6 anni di reclusione.

I soggetti dediti alle scommesse

Diverso è il discorso relativo alla possibilità di effettuare scommesse. Mentre ai tesserati del settore professionistico è fatto divieto assoluto di eseguire qualsiasi giocata, agli appartenenti al settore dilettantistico non sono precluse le attività di scommessa, purché siano effettuate presso centri autorizzati e non riguardino manifestazioni in cui risultino direttamente coinvolti. Eventuali trasgressioni, in questo caso, sarebbero sanzionate con multe fino a 15mila euro e con squalifiche di almeno 6 mesi.

Quello lanciato dagli organismi sportivi e dalle istituzioni è un segnale deciso. La cancellazione della Serie D e delle leghe minori dalle quotazioni del betting è volta a tutelare i campionati dilettantistici, che offrivano un terreno troppo fertile agli autori di combine e frodi sportive. È giusto, insomma, che i possibili campioni del futuro possano crescere in un ambiente maturo e allineato con i valori dell’etica sportiva.

 

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