LA LEGGENDA – Pace Mannion al Pianella: un tuffo nel passato

mercoledì, 4 marzo 2015

pace mannionCUCCIAGO - Si respira aria famigliare nella sala stampa del Pianella. In realtà è sempre così, ma se possibile questa volta si è ancora più distesi e ansiosi di vedere entrare Pace Mannion. E quando succede è accolto da un caloroso applauso, si accomoda al tavolo e viene introdotto dalla presidente Anna Cremascoli, contentissima di avere Pace a Cantù dopo tanti anni. “Passato il turno in Europa – spiega la Cremascoli – abbiamo pensato di invitare al Pianella un campione che avesse contribuito alla storia europea di Cantù; speriamo anche che l’influsso di Pace sia positivo sulla squadra”.

La conferenza stampa, che precede la palla a due tra Fox Town e Unics Kazan, è una piacevole chiacchierata, scavando nel tempo e nei ricordi di una Pallacanestro Cantù che vinceva in Europa, eppure Mannion, con un italiano perfetto, spiega che appena arrivato in Italia il suo obiettivo era lo scudetto, mentre non riteneva importanti le coppe europee perché non le conosceva. “Non avevo capito l’importanza della Coppa Korac, lo capii solo dopo averla vinta al mio secondo anno qui a Cantù, quando dopo la partita non riuscivo ad uscire dal campo talmente tanta gente c’era”, racconta Pace visibilmente emozionato.

All’improvviso la porta della sala stampa si apre ed entra Andrea “Rambo” Gianolla, un altro che di basket se ne intende e che in Brianza tutti ricordano bene. L’abbraccio tra i due è sincero, scherzano e si “sfottono”, per continuare poi a ricordare quella finale contro il Real Madrid, quando sotto di 18 Mannion piazzò un paio di bombe riaprendo la gara. “Andrea nei supplementari ha messo 5 punti di fila, abbiamo preso un minimo di vantaggio e alla fine abbiamo vinto”, continua la guardia americana.

Secondo i due grandi ex la pallacanestro è cambiata davvero, non solo perché gli atleti sono diversi, ma perché non si insegnano più i fondamentali. Il carattere poi è la cosa più importante per andare avanti in questo sport: “Io non avevo il talento di Pace – ammette Rambo – mi sono costruito da solo lavorando quotidianamente, ci vuole davvero carattere”.

Di storie da raccontare ce ne sarebbero a decine, anche sulla famiglia di Mannion, sposato con un’italiana. Il figlio, Nicolò, è nato a Siena e parla romano perché una volta all’anno passa le vacanze con mamma e papà in zona Ostia. “Con mio figlio quando gioca (a pallacanestro ovviamente), parlo in italiano, perché gli avversari non devono capire cosa stiamo dicendo”. Una mentalità da vero campione, che forse oggi si è perduta.

Davide Porro

 

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