CANTÙ – La SanPaolo Calcio è salva. Festeggiano i giocatori, i dirigenti e tifosi mentre lo storico direttore sportivo Ugo Paolo Franzoso coglie l'occasione per riflettere. Ricorda gli inizi nei mesi estivi di questa grande avventura, quando dalla società ci furono famosi "abbandoni" e il neo mister Gianluca Ghelfi e i nuovi dirigenti si trovavano a dover mettere insieme una squadra appena retrocessa.
"Al mio arrivo a Cantù la parola d'ordine è stata "non ci sono soldi". La prima squadra era costituita da soli sei giocatori più il mister Ghelfi e da questi presupposti siamo partiti per costruire un vera squadra con un portafoglio di 600 euro. Abbiamo preso dalla Guanzatese giocatori come Jacopo Colotta, autore di una prova superlativa a Cascinamata salvando il risultato, Tommaso Bosaglia che domenica ha salvato le sorti della squadra, Alberto Bonacina che invece sempre domenica ha chiuso la partita: 2-0 per la SanPaolo.
Ricordiamo poi Bruniati, Idriss, Pesenti, Ianello, Ceraolo e giovani Bordoli e Pina sempre arrivati in società grazie all'impegno mio e di chi a giugno credette nella squadra. Questa salvezza ci piace pensare passa anche da noi, da chi ha lavorato prima a dispetto di quel che pensano in molti e mi rivolgo al presidente perché si ricordi che i campionati si vincono nell'arco dell'anno e non in una partita".
"Quindi personalmente sono contentissimo per tutti i ragazzi che nel mese di agosto hanno iniziato questa avventura finita nel modo migliore.Un grande saluto a tutti i giocatori da Paolo Franzoso e complimenti".






