CANTÙ - Win or go home. Direbbero così dall’altra parte dell’oceano, in quella Nba che da quando è arrivato Metta World Peace pare si stia anche interessando, in una minima e quasi intangibile parte, al campionato italiano, che per Cantù è ora più vivo che mai.
I ragazzi di Sacripanti sono riusciti ad allungare la serie come forse non ci si aspettava portando allo spareggio l’Umana Venezia di Recalcati, sinceramente preoccupato per le ultime due sconfitte subite, perché c’è modo e modo di perdere. La Reyer in gara 3 e 4 ha sempre inseguito i canturini dando l’impressione di non poter mai riuscire ad effettuare l’aggancio e il sorpasso, ed ogni volta che ci ha provato un protagonista diverso è salita in cattedra ricacciando indietro Goss e compagni.
La squadra, questo è uno dei motivi principali che ha permesso a Cantù di imporsi in due vittorie tutt’altro che scontate, specie l’ultima in gara 4, dove Venezia avrebbe dovuto presentarsi conoscendo le mosse canturine, sia difensive sia offensive.
Invece no, gli oro-granata se possibile si sono trovati ancora più in difficoltà rispetto alla prima sfida del Pianella, trovandosi contro una difesa eccellente che ha migliorato le uscite sugli esterni, impedendo loro di prendere ritmo con il tiro dalla distanza. L’Umana ha infatti concluso gara 4 con il 18.8% da tre punti (50 e 42.3% nelle partite al Taliercio), una percentuale che non è stata poi sorretta dalle conclusioni nel pitturato, dato che l’unico giocatore continuo è stato l’inatteso ex Benjamin Ortner che ha concluso con 21 punti e 9/12 da due.
Insomma, l’Acqua Vitasnella ha difeso al limite della perfezione, azzerando Peric con World Peace, bloccando Goss e Jackson con un super Abass e anche Aradori non ha concluso nulla contro Gentile. Shermadini e soprattutto Williams hanno chiuso l’area, Buva ha conquistato importanti rimbalzi offensivi, DJO sgravato dal compito di playmaking (ci hanno pensato Feldeine e Gentile) ha segnato senza forzare (6/8 da due senza triple tentate) e comunque smazzando 4 assist.
Vero, non si può pretendere che tutti i giocatori canturini giochino perfettamente ma al Pianella si è vista una squadra unita, tanti uomini in doppia cifra e tanti protagonisti diversi a seconda del momento, e questo indica un gruppo che finalmente è stato in grado di adattarsi all’avversaria e al suo modo di giocare. Non è mai troppo tardi per girare nel giusto modo, specie ora che si è gara 5 e che Cantù non ha nulla da perdere, mentre Venezia è obbligata a passare in semifinale, altrimenti la stagione (conclusa splendidamente al secondo posto) sarebbe semplicemente fallimentare, considerando i nomi del roster e quanto fatto finora.
Forza e coraggio Cantù, non avere paura e gioca di squadra, partendo dalla difesa; così si vincono le partite.
D.P.






