BASKET – Fine stagione, Metta: “C’è la possibilità che rimanga a Cantù”

venerdì, 29 maggio 2015

luca rossini metta world peaceCANTÙ - È stato il momento dei saluti, la serata che annualmente segue l’ultimo atto della squadra in campionato, quest’anno rappresentato da gara 5 quarti di finale playoff in quel di Mestre, con Venezia che ha eliminato Cantù in una partita che rimarrà nella mente di tutti per molto tempo. I giocatori sono scesi sul parquet tra gli applausi dei tifosi, capitan Abass ha ringraziato il popolo canturino mentre Sacripanti non ha nascosto la propria rabbia dichiarando che i biancoblu avrebbero meritato qualcosa di più andando quindi a giocarsi la semifinale. Poche parole comunque, e molto più spazio a foto e autografi.

Poco prima del saluto, nella sala stampa del Pianella, Metta World Peace ha parlato della sua esperienza a Cantù mostrandosi, come sempre, disponibile e solare.

“È stata un’esperienza positiva – ha subito dichiarato l’ex Lakers – ed ero arrivato a Cantù con l’obiettivo di centrare i playoff con una squadra composta da giocatori poco esperti a differenza di Venezia che abbiamo incontrato ai quarti di finale. Con i miei compagni mi sono trovato benissimo e abbiamo giocato alla pari anche contro giocatori con più esperienza quali erano quelli di Venezia”.

Scontata ma d’obbligo arriva immediata la domanda cruciale, ovvero se la stagione prossima sarà ancora a Cantù; Metta non si scompone e con estrema sincerità racconta quello che tutti già sanno, ovvero che la società biancoblu è ben organizzata e da questo punto di vista non ha nulla da invidiare alla Nba. “Mi sono trovato bene e c’è la possibilità che io rimanga a Cantù – risponde World Peace – il mio agente sta trattando con la società e anche con un paio di altre squadre ma vorrei finire ciò che ho iniziato qui, vorrei giocare un’intera stagione”.

Una frase del genere è forse di rito ma ciò che colpisce di Metta è la sua meraviglia, e conseguente amore, per l’Italia e per il clima che si respira nei palazzetti del Bel Paese, dove i tifosi sono veramente appassionati e si fanno sentire anche se le “arene” sono piccole. “I fan sono una ragione per cui giocare in Italia, non mi aspettavo una simile accoglienza a Cantù e ora tante persone sanno che sono qui, credo molto nella crescita della pallacanestro italiana e so di poter essere di aiuto a farla conoscere al di là dell’oceano”.

L’amico dei panda è un sognatore, non solo in campo ma anche fuori a livello di marketing, dove il suo nome potrebbe (come ha già fatto) dare nuova linfa vitale ad un movimento cestisticamente in difficoltà.

A proposito di “supporter”, il numero 37 biancoblu ha anche parlato della serie contro Venezia e gli si leggeva in volto un sentimento di tristezza misto a stupore; tristezza perché “uscendo dal campo dopo l’espulsione – racconta Metta – ero triste perché ho sempre pensato che avremmo potuto passare e vincere il campionato, bisogna pensare da vincenti per essere vincenti. Se avessimo vinto la prima partita a Venezia, chissà…”. E d’improvviso l’americano mostra tutta la sua sensibilità ma anche la determinazione: “E' stato difficile perché non tutti la pensavamo come me ma in gara 5 tutto è cambiato, Venezia era nervosa; sono stato espulso perché ci sono delle regole e sono state applicate ma nessuno ha protetto la squadra quanto contro la nostra panchina è stato lanciato di tutto, a parte questo episodio però è bellissimo che in Italia ci sia questa passione, avete dei buoni arbitri anche se non sempre ho capito il loro metro di giudizio”.

Insomma, Metta World Peace ha già perdonato e dimenticato, e sottolinea più volte la bellezza dell’Italia e la possibilità di una crescita cestistica importante. “In Europa ci sono grandi squadre ma devo anche tenere conto della mia età e come detto vorrei finire qui quello che ho iniziato giocando bene per un’intera stagione, e poi in Italia ci sono grandi città come Venezia, Roma, Bologna”.

Dopo le foto di rito, Metta e compagni hanno ricevuto gli applausi e l’affetto del Pianella, che riaprirà le sue porte tra agosto e settembre per accogliere la Cantù che verrà; per ora è impossibile anche solo ipotizzare chi potrebbe realmente rimanere, escludendo la (quasi) certezza Abass e i contratti già firmati per Buva (un altro anno) e Laganà (altri due anni).

Davide Porro

 

il Canturino NEWS - supplemento quotidiano a Lario News, testata giornalistica registrata (Tribunale LC n. 234/2015)