BASKET – Il ritorno a Desio di Jefferson e della storica Virtus Roma

sabato, 9 novembre 2019

CANTÙ - Domani pomeriggio, palla a due al PalaDesio alle 17 (diretta su Eurosport 2 ed Eurosport Player), l’Acqua S.Bernardo riceverà in casa la Virtus Roma, non una neopromossa qualsiasi. Dopo quattro lunghi anni di assenza, la formazione giallorossa è tornata nell’olimpo della pallacanestro italiana, in Serie A, nel suo habitat ideale. Protagonista la scorsa stagione di una cavalcata vincente nel Girone Ovest di A2 - senza dover passare dalla bagarre dei playoff -, la squadra capitolina ha riabbracciato il massimo campionato italiano dove mancava dall’annata 2014-’15, al termine della quale la società del presidente Claudio Toti decise per l’autoretrocessione, dopo anni ai vertici tra finali scudetto e partecipazioni in Eurolega. Virtus Roma significa storia e il palmarès, insieme ai giocatori illustri passati dalla Capitale, parlano chiaro: uno scudetto (’83), una Coppa dei Campioni (’84), una Intercontinentale (’84), due Koràc (’86-’92) e una Supercoppa italiana (2000) rendono prestigiosa e di grande rispetto la bacheca della Virtus, che negli anni ha avuto superstar del calibro di Dino Radja, Rick Mahorn, Michael Cooper, Brian Shaw, Hugo Sconochini, Carlton Myers, Dejan Bodirgoga, Gregor Fucka e Gigi Datome, solo per citarne alcuni. Senza dimenticare Roberto Premier e Davide Bonora, passando per i campioni degli anni d’oro più recenti come Anthony Parker, Allan Ray, Erazem Lorbek, Vlado Ilievski, Sani Becirovic, David Hawkins e Roko Ukic, con quest’ultimo che peraltro giocò brevemente anche a Cantù, nel 2016. Il pubblico romano di fede virtussina non si può di certo lamentare, negli anni i giocatori di talento non sono mai mancati, così come gli allenatori, basti pensare a un nome su tutti: il “Vate” Valerio Bianchini che, con Cantù prima e con la Virtus Roma poi, fece incetta di trofei. La “connection” tra le due gloriose società porta inevitabilmente a lui, capace di vincere con entrambe le compagini tre titoli, di cui due a testa in campo internazionale. Bianchini regalò a Cantù la prima indimenticabile Coppa dei Campioni e, oltre a una Coppa delle Coppe, anche il terzo e ultimo tricolore.

Seppur con un’incidenza differente, anche coach Cesare Pancotto ha allenato in passato la squadra capitolina, stagione 1999-2000. L’attuale capo allenatore della S.Bernardo, infatti, sarà uno degli ex della partita di domani sera, insieme al talento americano Davon Jefferson e alla guardia abruzzese Roberto Rullo. Proprio Jefferson, qualora si confermasse sui livelli dimostrati in biancoblu nel corso della passata stagione (18 punti, 8.7 rimbalzi, 2.4 assist e 23.5 di valutazione di media), potrebbe anche iscriversi alla lista dei grandi giocatori passati dalla Capitale.

QUI CANTÙ

È da domani con la Virtus che per l’Acqua S.Bernardo inizia una striscia di partite interne contro tutte le neopromosse. Quella con i giallorossi, infatti, sarà per Cantù la prima di tre sfide contro tutte le grandi piazze tornate in Serie A: dopo Roma sarà il turno di Bologna, sponda Fortitudo, e di Treviso, con in mezzo il super derby casalingo contro Varese. Ad attendere la formazione di coach Pancotto, dunque, un poker di partite colmo di storia, prestigio e grande fascino. Per il match di domani con la Virtus, il capo allenatore biancoblu potrebbe però essere costretto a rinunciare a uno dei suoi titolari, Wes Clark. Il playmaker americano ha passato una settimana piuttosto travagliata: da una contusione subita al ginocchio sinistro all’allenamento del martedì, a un taglio alla palpebra dell’occhio destro dopo uno scontro di gioco durante la seduta pomeridiana del giovedì, per il quale si è resa necessaria l’applicazione di quattro punti di sutura. L’ex Brindisi proverà comunque a stringere i denti e a esserci, galvanizzato anche dall’ottima performance sul campo della Vanoli Cremona nel turno precedente di campionato.

QUI VIRTUS

Sia Cantù che Roma hanno finora conquistato tre vittorie, anche se la compagine romana ha disputato una partita in più rispetto ai brianzoli, i quali invece hanno già osservato un turno di riposo. Sia Cantù che Roma, dunque, hanno sei punti in classifica. Per la Virtus i tre successi sono arrivati tutti uno in fila all’altro, tra la terza e la quinta giornata di LBA. Al cospetto della squadra allenata da coach Piero Bucchi sono cadute Cremona, Pistoia e Fortitudo. La squadra del centro Italia è reduce da un calendario di fuoco che l’ha vista sfidare, nelle ultime due giornate di campionato, l’Olimpia Milano prima e la Dinamo Sassari poi, squadra vicecampione d’Italia in carica dal cui campo la Virtus è uscita malamente sconfitta nell’ultimo turno di LBA. Al PalaSerradimigni, i giallorossi sono inciampanti in una brutta serata: 108-72 il risultato finale a favore dei padroni di casa, i quali non hanno lasciato spazio a una Roma che nel turno precedente aveva comunque ben figurato contro la blasonata Milano, perdendo solamente di sei punti dopo essere stata avanti per larghi tratti del match.

IL ROSTER AVVERSARIO

Coach Bucchi ha affidato non solo la leadership della squadra a Jerome Dyson, nominato capitano, ma anche le chiavi del gioco, in veste di metronomo delle manovre offensive. Combo guard di 32 anni, prodotto di UConn, “The Sniper” sta ripagando la fiducia con quasi 4 assist di media, a cui aggiunge oltre 13 punti a partita. Per l’americano si tratta della quarta stagione in Italia, così come quattro sono anche le maglie indossata in Serie A: prima della Virtus ha difeso in successione i colori di Brindisi, Sassari e Torino. Ma è senza dubbio con la Dinamo, tra il 2014 e il 2015, che ha inciso di più, conquistando uno storico “triplete” e risultando decisivo in tutti i trofei vinti dalla squadra sarda. In questo avvio di stagione ha staccato il traguardo delle 100 presenze in LBA, in cui ha fatto registrare 1617 punti (15.7 di media), 366 rimbalzi e 369 assist. Al suo fianco nello spot di guardia c’è il ceco Tomas Kyzlink, 26 anni, all’occorrenza schierabile anche come ala piccola. In Italia ha vestito le maglie di Venezia, Treviglio e Siena, quest’ultime esperienze in A2. Con la Reyer, invece, ha vinto lo scudetto lo scorso giugno, seppur con un ruolo molto marginale. Lo scorso sabato, proprio contro i vicecampioni d’Italia in carica della Dinamo ha fatto registrare il suo career high in Serie A (23 punti). Dopo sette giornate segna in media quanto Dyson, 13.3 punti di media, oltre a catturare 4.7 rimbalzi e a servire 2 assist a partita ai compagni. L’ala titolare è lo statunitense William Buford, nativo dell’Ohio, che spegnerà 30 candeline il prossimo gennaio. Atleta molto fisico ed esperto, al college ha giocato insieme ad Aaron Craft, asso della Dolomiti Energia Trentino. In carriera, prima di approdare in Italia, ha giocato in Spagna, Germania, Francia e Grecia, oltre che disputare un buon biennio negli States, in G-League. Con un abbondante 48% da tre, è il miglior tiratore della squadra (sesto in LBA), percentuale di realizzazione che gli frutta 12.6 punti di media. Per lui anche 3.6 rimbalzi e 2.6 assist di media. L’ala forte titolare è il figlio d’arte Amar Alibegovic, finora rivelazione di questo primo scorcio di campionato. Nato negli Stati Uniti, precisamente nell’Oregon, Alibegovic ha doppia cittadinanza, sia bosniaca che italiana, ma in campo gioca come italiano a tutti gli effetti. È figlio di Teo Alibegovic, che coach Pancotto allenò a Trieste verso la fine degli anni ’90. Fratello di Mirza, giocatore in forza al Basket Torino, Amar si è formato nelle giovanili della Stella Azzurra, prima di fare ritorno negli States per frequentare la St. John’s University. Dopo quattro anni nel prestigioso college americano, lo scorso anno ha fatto ritorno in Italia per vestire la canotta della Virtus Roma, con cui ha ottenuto la promozione. In questo suo secondo anno nella Capitale, il primo nel massimo campionato italiano, Alibegovic viaggia a 9.9 punti e 7.3 rimbalzi a partita, miglior rimbalzista dei giallorossi. A chiudere il quintetto c’è il già citato Jefferson, che lo scorso anno andò vicinissimo a vincere il premio di MVP della Serie A con la maglia della S.Bernardo. Ala-centro di 33 anni (compiuti lo scorso 3 novembre), in carriera Jefferson ha girato tanti paesi, giocando in Israele, Francia, Russia, Corea del Sud, Emirati Arabi, Porto Rico, Venezuela e Turchia. Alla sua seconda stagione consecutiva in Italia sta finora totalizzando 15.3 punti di media e oltre 7 rimbalzi a partita.

LA PANCHINA AVVERSARIA

Il primo cambio dalla panchina di coach Bucchi è il classe ’98 Tommaso Baldasso, playmaker torinese alla quarta stagione in giallorosso. Oltre a partire per ben tre volte in quintetto, gioca anche tanto per la sua età, più di 28’ di media, tantissimo se considerata la presenza “ingombrante” di capitan Dyson. Il piemontese ripaga Bucchi con 7 punti abbondanti a partita, a cui aggiunge anche 2.3 assist ad incontro. Dalla panchina ha tanto spazio anche il lungo carpigiano Giovanni Pini, classe ’92, cresciuto nelle giovani della vicina Pallacanestro Reggiana, con cui ha esordito in Serie A, restando per cinque anni nel roster della Prima Squadra. Poi, Avellino, Verona e Fortitudo Bologna, queste le sue tappe successive. È reduce da un buon biennio alla “Effe”. In media gioca 17’ a gara. È poi il turno di Roberto Rullo, in Brianza nell’annata sportiva 2013-’14. Dopo la parentesi canturina ha giocato per cinque stagioni in A2, chiudendo gli ultimi due anni a Cagliari. Finora ha messo piede in campo solo in tre partite su sette, giocando comunque 15’ di media. Nelle rotazioni di Bucchi trova ancora meno spazio l’americano Michael Moore, che al momento si può dire aver deluso le aspettative. L’ala 25enne nativa della Carolina del Nord gioca in media 12’ scarsi. Carriera piuttosto bizzarra la sua: dopo il college, infatti, ha esordito in Italia partendo dal basso, in C Gold, a Civitavecchia, salvo poi trovare palcoscenici migliori nella Serie A danese e svedese. Lo scorso anno ha giocato con il Boras, laureandosi vicecampione di Svezia e facendo registrare 16.1 punti e 6.3 rimbalzi di media in 50 partite disputate. A chiudere le rotazioni figura un altro americano molto poco incisivo, la guardia-ala William Farley, di Chicago, Illinois. Rookie classe ’94, questa è per lui la prima stagione nei professionisti. Finora ha solamente giocato quattro gare con un minutaggio medio di 4’. Chiudono, invece, i dodici a referto l’ala Kevin Cusenza e la giovane guardia Giovanni Spinosa.

I PRECEDENTI

Quella di domani sarà la sfida numero 92 tra Pallacanestro Cantù e Virtus Roma: precedenti leggermente favorevoli ai capitolini, avanti con 49 successi, contro i 42 dei brianzoli. Il precedente più illustre è sicuramente quello risalente alla stagione 2012-’13, quando le due formazioni si sfidarono in semifinale scudetto. In finale contro Siena, poi, ci andarono i romani, sconfitti 4-1.

INFO GENERALI

Acqua S.Bernardo Cantù-Virtus Roma sarà trasmessa in diretta su Eurosport 2 e su Eurosport Player, radiocronaca del match su Radio Cantù 89.600 FM e streaming su radiocantu.com. Ad arbitrare l’incontro saranno i signori Massimiliano Filippini, Guido Giovannetti e Alessandro Nicolini. Le tifoserie di Pallacanestro Cantù e Virtus Roma sono legate da un forte gemellaggio.

 

 

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