CANTÙ - Jared Berggren, il centro proveniente da Ostenda, è stato ospite ieri a Time Out, in onda su Radio Cantù, protagonista dell’appuntamento settimanale dedicato al basket canturino, e non solo. Alto 208 cm per 107 chili di peso, classe 1990, Jared ha alle spalle un’interessante carriera all’università del Wisconsin sotto la guida di uno dei migliori allenatori in circolazione, Bo Ryan, che gli ha insegnato molto di quello che oggi sta facendo vedere a Cantù: “Al college coach Ryan mi ha dato un grande aiuto per difendere su giocatori più veloci di me – racconta Berggren – prendevo più tiri, ci sono 35 secondi ad azione e quindi si muoveva molto la palla, e poi i lunghi giocavano sia nel pitturato, sia sul perimetro, e questo vale sia per l’aspetto difensivo, sia per quello offensivo”.
In poche parole, questo è il centro che si vede al Pianella, con un gioco che Corbani vuole fortemente infondere alla sua squadra, differente rispetto a quello che il giocatore era abituato a fare in Belgio: “I miei compiti là erano diversi – spiega Jared – giocavo molti pick and roll e non prendevo tiri dalla media-lunga distanza, come invece sto facendo qui a Cantù”.
Originario di Coon Rapids, nel Minnesota, Berggren è uno degli intoccabili, perché il nuovo patron Gerasimenko sta valutando cambiamenti del roster in altri ruoli, e JB (uno dei soprannomi da lui svelati) può continuare a lavorare senza sosta, così come tutta la squadra sta facendo: “sappiamo di aver iniziato “lentamente”, ma ci manca veramente poco ad ottenere i risultati che meritiamo – afferma Berggren – ci sono miglioramenti sia a livello individuale, sia di squadra, e stiamo lavorando tutti insieme per essere sulla stessa lunghezza d’onda in campo”.
Berggren è sempre uno dei migliori sul parquet, forse non è bellissimo da vedere, ha ancora lacune difensive, ma non si arrende mai e questo è lì, da vedere, nei 40 minuti di partita; nella “piccola” Cantù, oltretutto, si trova perfettamente a suo agio, arrivando da un paesino molto più piccolo della città brianzola: “Mi trovo bene qui – racconta Jared – mi piace il Lago di Como e ci vado con mia moglie, potrei anche dire che è il più bello che abbia mai visto perché dove vivo io ci sono moltissimi laghi ma non hanno le montagne attorno come a Como”.
Ottimo professionista, ragazzo simpatico, Jared Berggren è uno di quei giocatori che fa anche esaltare il pubblico, schiacciando ogni volta che può e, soprattutto, stoppando gli avversari: “Vero, ma devo migliorare ai tiri liberi e ai rimbalzi – ammette JB – agli inizi stoppavo semplicemente perché ero più alto rispetto ai miei compagni e avversari, poi al college sono diventato un po’ più sveglio, capisci come prendere il tempo agli avversari e diventa più facile”.
Una piacevole chiacchierata, che ha messo in mostra un ragazzo serio e disponibile, che saluta lo staff di Time Out con una promessa: “La prossima schiacciata o stoppata, la dedico a voi, indicando la vostra postazione”. Tutto il Pianella si esalterebbe, poco ma sicuro.
Davide Porro






