SOSTENIBILITÀ – Scuola sostenibile, scuola del futuro?

mercoledì, 15 ottobre 2025

CANTÙ - Di scuola si parla sempre, spesso purtroppo a sproposito e spesso senza cognizione di causa, perché farlo implica pensare al futuro, ai ragazzi, a coloro che prenderanno posto nel mondo. È possibile discuterne in un'ottica di sostenibilità? Sì, anzi è doveroso farlo. In che modo? Lo abbiamo chiesto a Pasquale Coppolella, consulente aziendale sulla sostenibilità.

 Dottor Coppolella, cosa si intende per scuola sostenibile?

Per scuola sostenibile si intende un’istituzione educativa che integra i principi della sostenibilità ambientale, sociale ed economica in tutti gli aspetti della sua attività, dalla gestione degli spazi alla didattica quotidiana.  Ci sono diversi aspetti da analizzare quali gli aspetti ambientali dove la scuola sostenibile adotta pratiche eco-compatibili come l’uso di energie rinnovabili, la riduzione dei consumi energetici e idrici, la gestione responsabile dei rifiuti con raccolta differenziata e riciclo. Gli edifici sono progettati o adattati secondo criteri di bioarchitettura, con materiali naturali e soluzioni per l’efficienza energetica.  Poi la dimensione sociale dove promuove l’inclusione e l’equità, garantendo pari opportunità educative indipendentemente dal background e dalla provenienza degli studenti. Favorisce la partecipazione attiva di famiglie e comunità locale nelle decisioni scolastiche, creando un ambiente accogliente e collaborativo. Importante anche la sostenibilità economica  in cui si ottimizza l’uso delle risorse finanziarie, cerca fonti di finanziamento diversificate e privilegia fornitori locali, contribuendo all’economia del territorio e promuovendo pratiche di economia circolare. Importante anche l'educazione trasversale in cui si integrano tematiche di sostenibilità in tutte le discipline, non solo in quelle scientifiche. Gli studenti apprendono contenuti legati ai cambiamenti climatici, alla tutela ambientale, al consumo responsabile e alla cittadinanza attiva attraverso un approccio interdisciplinare. Infine le pratiche quotidiane ovvero incoraggiare comportamenti sostenibili come l’uso di mezzi di trasporto ecologici, la riduzione degli sprechi alimentari nelle mense, l’uso consapevole della tecnologia e la valorizzazione degli spazi verdi. L’obiettivo finale è formare cittadini consapevoli e responsabili, capaci di affrontare le sfide future con un approccio sostenibile e di contribuire attivamente alla costruzione di una società più equa e rispettosa dell’ambiente.​​​​​​​​​​​​​​​​

 

Cosa è necessario per avere una scuola sostenibile?

Per realizzare una scuola sostenibile è necessario agire su diversi fronti in modo coordinato e sistematico. Come primo punto una pianificazione e governance: è fondamentale iniziare con una valutazione dello stato attuale della scuola e definire una strategia chiara con obiettivi specifici e misurabili, coinvolgendo la dirigenza, i docenti, il personale ATA, gli studenti e famiglie per garantire il coinvolgimento di tutta la comunità scolastica.  Fondamentali, anche, gli interventi strutturali perché bisogna investire nell’efficienza energetica degli edifici attraverso isolamento termico, sostituzione di infissi, installazione di pannelli solari e sistemi di illuminazione LED. È importante migliorare la gestione dell’acqua con dispositivi per il risparmio idrico e sistemi di raccolta dell’acqua piovana. Gli spazi verdi vanno valorizzati creando orti didattici, giardini e aree naturali. Altro punto riguarda la gestione delle risorse dove implementare un sistema efficace di raccolta differenziata e riduzione dei rifiuti, privilegiare materiali didattici ecologici e riutilizzabili, ottimizzare i servizi di mensa con prodotti locali e stagionali, riducendo gli sprechi alimentari. Doveroso, anche, lavorare su formazione e coinvolgimento: formare tutto il personale sui principi della sostenibilità, integrare l’educazione ambientale nei programmi didattici in modo trasversale, coinvolgere attivamente gli studenti in progetti pratici e sensibilizzare le famiglie attraverso iniziative condivise. Importante anche avviare una mobilità sostenibile per promuovere l’uso di mezzi di trasporto ecologici come biciclette, mezzi pubblici o piedibus per raggiungere la scuola, creando le infrastrutture necessarie come parcheggi per biciclette e percorsi sicuri. Necessario, anche, un monitoraggio e valutazione per stabilire indicatori per misurare i progressi, come la riduzione dei consumi energetici, la quantità di rifiuti prodotti, il livello di partecipazione della comunità. È essenziale documentare i risultati e condividere le buone pratiche. Infine promuovere collaborazioni esterne creare partnership con enti locali, associazioni ambientali, università e aziende del territorio per accedere a competenze specialistiche, finanziamenti e opportunità di formazione.

Quali sono gli ostacoli?

Gli ostacoli per realizzare una scuola sostenibile sono molteplici e interconnessi. Provo qui ad elencare quelli che io considero essere i principali. Ostacoli economici: i costi iniziali elevati rappresentano spesso il maggiore deterrente. Tecnologie verdi come pannelli solari, sistemi di raccolta dell’acqua piovana o materiali da costruzione eco-compatibili richiedono investimenti significativi. Molti istituti scolastici operano con budget limitati e faticano a giustificare spese aggiuntive, anche se comportano risparmi a lungo termine. Inserirei, anche, una certa resistenza culturale e organizzativa, il cambiamento verso pratiche sostenibili richiede un profondo cambio culturale. Docenti, personale amministrativo e studenti devono modificare abitudini consolidate. La mancanza di formazione specifica sulla sostenibilità può generare resistenze passive o incomprensioni sui benefici. Da non sottovalutare i vincoli normativi e burocratici, la legislazione edilizia e scolastica può non essere aggiornata per supportare soluzioni innovative. Procedure burocratiche complesse per ottenere permessi per installazioni verdi o modifiche strutturali rallentano i progetti. Inoltre, standard nazionali rigidi possono limitare l’adozione di approcci alternativi. Altro ostacolo sono le limitazioni tecniche e infrastrutturali degli edifici scolastici esistenti, spesso datati, che presentano vincoli strutturali che rendono difficili retrofit sostenibili. La mancanza di competenze tecniche interne per progettare, implementare e mantenere sistemi sostenibili rappresenta un ulteriore ostacolo. Aggiungerei la carenza di supporto istituzionale: l’assenza di politiche pubbliche di incentivazione, finanziamenti dedicati o programmi di supporto tecnico limita le possibilità di intervento. Senza un quadro normativo favorevole, le scuole si trovano sole nell’affrontare questa transizione. Superare questi ostacoli richiede un approccio sistemico che combini incentivi economici, formazione, semplificazione normativa e creazione di reti collaborative tra istituzioni.​​​​​​​​​​​​​​​​

S.D.D.

il Canturino NEWS - supplemento quotidiano a Lario News, testata giornalistica registrata (Tribunale LC n. 234/2015)