RUBRICA – Olimpiadi Milano-Cortina 2026 nel segno della sostenibilità?

lunedì, 19 aprile 2021

RUBRICA SOSTENIBILITÀ - Le olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026 non saranno un semplice evento sportivo, rifletteranno  la rinascita sportiva ed economica di un Paese che lascia alle spalle una prova durissima.

Non solo, saranno un evento sportivo all'insegna della sostenibilità come promesso dal comitato promotore: una sfida possibile? A rispondere Pasquale Coppolella, consulente aziendale sulla sostenibilità.

Dottor Coppolella, i giochi olimpici invernali Milano-Cortina 2026 terranno conto dell'Agenda 2030 sugli obiettivi di sostenibilità delle Nazioni Unite. Di cosa si tratta?
 L’ONU (Nazioni Unite) è l’organizzazione mondiale che, fra le altre cose, patrocina e supervisiona tutte le iniziative a sostengono della sostenibilità. Le varie conferenze sul clima, ad esempio, sono organizzate e patrocinate appunto dall’ONU. Le conferenze non sono l’unico strumento con il quale l’ONU cerca di attuare i piani di protezione del pianeta, ci sono state e ci sono ancora alcune importanti e fondamentali iniziative, una di queste, potrei dire la più importate, è appunto l’Agenda ONU 2030. Il 25 settembre 2015 più di 150 leader internazionali si sono incontrati alle Nazioni Unite per contribuire allo sviluppo globale, promuovere il benessere umano e proteggere l’ambiente. La comunità degli Stati ha approvato l’Agenda 2030 per uno sviluppo sostenibile, i cui elementi essenziali sono i 17 obiettivi di sviluppo sostenibile - SDGs, Sustainable Development Goals - e i 169 sotto-obiettivi, i quali mirano a porre fine alla povertà, a lottare contro l'ineguaglianza e allo sviluppo sociale ed economico. Inoltre, riprendono aspetti di fondamentale importanza per lo sviluppo sostenibile, quali l’affrontare i cambiamenti climatici e costruire società pacifiche entro l'anno 2030. Gli SDG hanno validità universale, vale a dire che tutti i Paesi devono fornire un contributo per raggiungere gli obiettivi in base alle loro capacità.  Ecco, da quell’evento, dire che si opera seguendo l’Agenda 2030 equivale a dire che si opera in maniera sostenibile. L’anno 2030 è ovviamente una sorta di scadenza ideale, certamente utopistica, per il raggiungimento di tutti gli obiettivi, ma pone l’accento sul poco tempo a nostra disposizione.
Considerato che stiamo parlando di Olimpiadi vorrei chiarire un’ambiguità nata nell’ultimo mese. Il 20 Marzo 2021 il CIO - comitato olimpico internazionale - ha approvato l’Agenda olimpica 2020 + 5, un documento di raccomandazioni per la gestione delle olimpiadi nei prossimi 5 anni, dunque Cortina 2026 ci cade in toto. Fra i principi cardini è stata elencata la sostenibilità: olimpiadi sostenibili in ottemperanza a quanto indicato nell’Agenda ONU 2030. Due cose diverse, quindi, ma legate a doppia mandata.

Uno degli obiettivi sarà volto allo sviluppo sostenibile e cooperazione nella macroregione alpina. In cosa consiste?
I prossimi giochi olimpici dovranno seguire le direttive dell’Agenda olimpica 2020 + 5. L’agenda ha identificato 5 tendenze - che si stima guideranno le società post-covid - e 15 raccomandazioni. Ovviamente la sostenibilità è fra le cinque tendenze, le altre quattro riguardano solidarietà, digitalizzazione, credibilità e resilienza economico-finanziaria. In ottica di solidarietà le raccomandazioni che spiccano, a mio parere, sono le seguenti: promuovere giochi olimpici sostenibili, continuare a essere un esempio di responsabilità sociale d’impresa, nel rispetto di Agenda ONU 2030 e a conferma delle nostre famose 3 E ovvero economia, equità sociale ed ecologia.
L’organizzazione e lo svolgimento delle Olimpiadi di Cortina 2026 dovranno essere nel rispetto di quanto indicato nelle raccomandazioni suddette e, quindi, ottemperare ai principi di sostenibilità riportate in Agenda ONU 2030.
Chiaro che la cosa è realizzabile, dal punto di vista della sostenibilità, solo con una strettissima collaborazione fra le regioni che saranno coinvolte ovvero Lombardia, Veneto, Trentino Alto Adige. Non sono certo che tutti sappiano che la gestione ambientale opera a più livelli: i più importanti sono quello nazionale e quello regionale. Abbiamo visto tutti cosa è successo durante la gestione sanitaria del covid, nel momento in cui ogni regione ha avuto la sua autonomia decisionale, ebbene, seppure per fortuna in contesto diverso, in ottica sostenibilità siamo in una situazione simile. Quindi: obiettivo unico, regole uniche, comunanza di pensiero su cosa è davvero sostenibile e cosa è solo marketing regionale. Ecco, questo vuol dire a mio parere cooperazione nella macroregione.

Il presidente del Coni Giovanni Malagò ha dichiarato che sostenibilità significa sviluppare soluzioni innovative con benefici a lungo termine. Cosa ne pensa?
Sono pienamente d’accordo. Penso che l’obiettivo sia importante ed esaltante.  Se parla in generale, la risposta è terminata e mi fa piacere vedere che anche Malagò, che stimo, si sia unito al gruppo di tutti i personaggi pubblici che parlano di sostenibilità e di obiettivi strutturali. Se riferito alle sole olimpiadi, le dico il mio pensiero: come sempre, le dichiarazioni d’intento sono necessarie, ma io non sono per niente ottimista a riguardo. Sono molto curioso di capire cosa significhi “soluzioni innovative con benefici a lungo termine” per le Olimpiadi.  Il presupposto di base è conoscere il significato di sostenibilità, dalla sua definizione ai suoi obiettivi, questo per tutti, ma soprattutto per le persone che sono al comando. Quanti di questi conoscono Agenda ONU 2030, per esempio? Un vuoto cosmico, le assicuro. Molto spesso le parole dicono quello che è bello dire e in questo caso è bello sentire quello che ha detto Malagò, ma sulla reale fattibilità io sono molto scettico. Colgo l’occasione per condividere uno dei termini tecnici più conosciuti, almeno fra gli addetti ai lavori: greenwashing. Vuol dire “dare una mano di verde” su qualcosa che verde non è. Ma si sa, se si passa solo la vernice verde e sotto c’è uno spesso strato non verde, basterà grattare per rimuoverlo. Ecco, il greenwashing in ambito sostenibilità è questo.
Io penso che le “soluzioni innovative con benefici di lungo termine” menzionate da Malagò siano indispensabili, ma bisogna investire nel cambio del modello culturale. Insegnare ai bambini in tenera età cosa si fa e cosa non si fa, formare le generazioni, accelerare sulla transizione alle energie rinnovabili, sul riciclo, sull’economia circolare, smettendola di immettere obsolescenza programmata, eliminando la plastica ed altro. Cose sulle quali l’innovazione c’entra, ma c’entriamo noi, in primis.

È possibile ospitare i giochi olimpici facendo leva su politiche responsabili, rispettose dell'ambiente e delle dinamiche sociali?
Olimpiadi vuol dire impianti da costruire in località ambientalmente sane, bene, ci resteranno, ma cosa ha di sostenibile nel tempo un impianto? E poi? Riciclo dell’acqua, dei rifiuti, con impianti innovativi, energia da fonti rinnovabili. Bene! Una goccia nell’oceano, purtroppo. Lodevole, ma non sufficiente per dire “olimpiadi sostenibili”. Gli alberghi? Il rispetto dell’ambiente dalle orde di persone che, fortunatamente, arriveranno? Gli spostamenti in veicoli a carburanti fossili?A mio avviso, quindi, direi: facciamo quello che si riesce, meglio che niente. Quali possono essere quindi le leve per ottenere un obiettivo storico sulla scia dell’evento? Lavorare sulla testa delle persone, per dirla brutalmente. Sfruttiamo questo evento per iniziare a fare il lavaggio del cervello a tutti sul pensiero sostenibile, sponsorizzato dalle olimpiadi. Creiamo testimonial sportivi che spieghino e spingano su tutti noi, facciamo formazione targata “Cortina 2026” nelle scuole, nelle aziende, facciamo in modo che una parte della comunicazione la smetta di essere greenwashing, ma diventi davvero green, formando innanzitutto quelli che parlano di sostenibilità.  Se limitiamo l’ambito ai giochi la mia risposta alla sua domanda è: “mah, non credo che sia realistico pensare ad Olimpiadi green”, ma spero davvero di sbagliarmi.

S. D. D.

il Canturino NEWS - supplemento quotidiano a Lario News, testata giornalistica registrata (Tribunale LC n. 234/2015)