MARIANO COMENSE - Dopo 9 anni e mezzo di amministrazione a giunta leghista, che, fra le varie cose, ha fatto installare dei lampioni in corten in piazza Roma, con le ultime elezioni il governo di Mariano Comense è passato al Partito Democratico e alla lista civica Mariano 2.0. Come previsto nel programma elettorale, è stato eliminato il materiale simile a ruggine presente in piazza, ma di recente l'amministrazione ha installato una "casetta dell'acqua"... utilizzando il materiale incriminato e provocando le reazioni di molti cittadini.
Ecco lo sfogo di Samuel Basso, neolaureato in Architettura e militante leghista del Movimento Giovani Padani di Mariano.
"L’attuale amministrazione dimostra incompetenza su vari fronti e dovrebbe cambiare il nome della lista civica da "Mariano 2.0" a "Coerenza 0": in campagna elettorale si auto-proclama difensore del verde e dei parchi e durante il suo governo taglia gli alberi (via d’Adda), dice di volere eliminare la “ruggine” dalla piazza e poi utilizza lo stesso materiale per le casette dell’acqua, si dice a favore di un’amministrazione a misura di cittadino e poi alza le tasse al massimo. Insomma è una disfatta. È proprio riguardo alla tanto vituperata “ruggine” che vorrei spendere due parole. Infatti il sindaco e la giunta hanno sbagliato - a mio parere - non nel mettere la casetta dell’acqua (che oltretutto si è bloccata per un guasto poco dopo l'installazione) di questo materiale, bensì a toglierlo da piazza Roma.
Anche se al pubblico generalmente non piace, questo materiale ha delle qualità notevoli. La precedente giunta lo utilizzò anche in un’ottica di risparmio sul lungo termine (oltre che di innovazione nell’uso dei materiali). Corten è infatti l’acronimo di CORrosion resistance e TENsile strength che racchiude in se le sue principali caratteristiche: elevata resistenza alla corrosione ed elevata resistenza meccanica. Queste caratteristiche permettono a questa lega di acciaio di essere praticamente immune agli agenti atmosferici, il che significa nessun costo di manutenzione. La plastica, i metalli ed altri materiali (utilizzati dall’attuale giunta per sostituire i lampioni della piazza) richiedono invece manutenzione continua, smaltimento delle parti sostituite e dunque un maggior costo per la collettività ed anche per l’ambiente. Infine vorrei aggiungere che se si fosse ascoltata la “voce del popolo” ogni volta che un’innovazione veniva vista male da quest’ultimo, oggi non avremmo più molti edifici di architettura moderna, tra cui la tour Eiffel, che, odiata inizialmente dai parigini, è oggi uno dei monumenti più visitati al mondo".
Clarissa Albini






