LA PROVOCAZIONE – Bizzozero: “Prima maggio festa del lavoro o delle gerarchie sociali?”

sabato, 2 maggio 2015

Chi ha la mia età ricorda le ultime faraoniche sfilate del primo maggio sulla Piazza Rossa di Mosca. Sembrano passati secoli ma in realtà era poco più di vent'anni fa.

Quelle sfilate erano l'emblema della narrazione propagandistica di una grande bugia. Esattamente la stessa impressione che mi fanno oggi i concerti del primo maggio organizzati ogni anno dalle gerarchie sindacali italiane in piazza San Giovanni a Roma (i cui costi faraonici sono pagati, naturalmente e come sempre, coi soldi pubblici, cioè nostri, che i sindacati italiani incassano in quantità industriali).

Le gerarchie sovietiche, alla fine degli anni '80, utilizzavano le parate sulla piazza Rossa per cercare di mostrare al mondo intero "l'invincibile forza" del sistema sovietico. Poi è arrivato l'89 e ci siamo accorti tutti che di invincibile non c'era proprio nulla. 

Il sistema è imploso non perché il popolo sovietico si sia ribellato ma per un motivo molto più semplice e banale: era diventato economicamente insostenibile e l'economia non fa sconti.

Crollerà (e su questo io credo che non ci siano dubbi) anche il sistema sindacatocratico e partitocratico italiano, perchè come in Russia trent'anni fa, anche oggi in Italia il sistema parassitocratico (somma di partitocrazia e sindacatocrazia) non è più economicamente sostenibile.
Difficile sapere quando arriverà l'89 del putrefatto sistema di potere italiano ma è certo che non dovremo aspettare ancora a lungo. E' solo questione di tempo. 

Claudio Bizzozero
sindaco di Cantù

 

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