COMO - Discusso oggi il progetto sulle aree vaste da parte degli esponenti del Partito democratico comasco e lecchese. Tante le persone interessate che hanno seguito gli interventi dei relatori tra i quali spiccavano i nomi dell’onorevole Mauro Guerra, coordinatore nazionale ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani), del sindaco di Como Mario Lucini, del presidente della provincia di Como Maria Rita Livio. Il sindaco di Lecco Virginio Brivio e il presidente della provincia di Lecco Flavio Polano erano assenti giustificati e a loro nome è intervenuta l'assessore provinciale Anna Mazzoleni.
“Ritengo che prima a di parlare di confini sia auspicabile chiarire innanzitutto quali saranno le competenze delle aree vaste – è il pensiero del sindaco Lucini -. Quel che è certo è che l’attuale situazione ha creato una vasta confusione sulla gestione di tanti servizi per i cittadini e questo è all’origine di tante difficoltà. Occorre quindi mettere un po’ d’ordine, anche se le ragioni che hanno concorso a creare questa situazione sono le più diverse. Solo a questo punto si potrà parlare di ipotesi territoriali su cui lavorare anche se il punto di partenza deve essere quello di un lago di Como unito”.
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nche Maria Rita Livio ha sottolineato l'importanza dell'unione del lago affermando: "Bisogna, prima di ogni ragionamento, tenere fermi dei punti che sono quelli dell'equilibrio territoriale e della coerenza in questa ridefinizione anche rispetto ai processi di semplificazione che si stannofacendo a livello governativo, per esempio le prefetture e le camere di commercio. Va fatta una riconfigurazione territoriale che però tenga conto dell'identità territoriale, quindi dei confini attuali delle province, perciò non può assolutamente passare nessuno smembramento. La nostra idea è tenere insieme il lago perché è il nostro punto di riferimento più forte, morfologicamente parlando, è identitario perché noi siamo comaschi e siamo lariani. La provincia di Como c'è dal 1786, se non è stata provincia di Como è stata provincia del Lario oppure è stato dipartimento del Lario: questo vuol dire qualcosa".
L'onorevole Guerra è intervenuto aprendo uno spiraglio anche all'unione con Varese: "Adesso siamo ancora in una fase preliminare, dobbiamo ancora capire e definire quale sarà l'ambito di questa zona. Credo che si debba approfittare di quest'occasione per ricomporre l'unità delle province di Como è di Lecco e guardare anche a un rapporto con la provincia di Varese: con questo assetto io credo che potremmo avere un ente di area vasta adeguato a far fronte alle competenze che avrà, ovvero di tutela ambientale, di viabilità e trasporti, di pianificazione urbanistica di grado superiore di quella comunale e le competenze di formazione per quanto riguarda le scuole di secondo grado, più tutte le altre funzioni che la Regione deciderà di delegare. Se si andasse in questa direzione credo che potremmo avere un ente utile sul quale far convergere anche tutti gli altri modelli organizzativi sui diversi servizi che abbiamo. Oggi noi abbiamo una frammentazione straordinaria per cui dal punto di vista socio sanitario abbiamo una certa organizzare del territorio, per quello che riguarda il trasporto pubblico locale c'è un'altra organizzazione ancora, per quello che riguarda i gas un'altra e così via. Abbiamo una serie di sovrapposizioni di confini e circoscrizioni che non aiutano a organizzare un governo unitario del territorio".
Varese è stata presa in considerazione per la formazione dell'area vasta, mentre Sondrio resta fuori dai giochi infatti "ha intenzione di restare sola per la sua peculiarità di essere montana, verrebbe considera nel caso in cui, come vuole Maroni, una parte dell'alto Lario si annettesse a Sondrio, in caso quindi di smembramento. Noi dobbiamo però batterci per tenere insieme la provincia di Como", prosegue Guerra, che valuta interessante anche l'unione con la provincia di Monza e Brianza.
"Bello il 'compitino' dei cantoni di equilibrare con le unioni Lecco-Monza e Como-Varese con lo stesso numero di abitanti, però si trascura che il lago merita di essere tenuto insieme soprattutto in vista di un ragionamento a lungo termine di obiettivi futuri sia per Lecco che per Como - ha aggiunto l'assessore Mazzoleni riportando il pensiero di Polano -. Anche Lecco ha molto da offrire a Como in termini di un turismo nuovo, più legato alle attività sportive, anche di nicchia, che si stanno sviluppando nella città. Questa è l'unione che dobbiamo tentare di mantenere se poi per questioni numeriche si deve aggiungere Monza va bene, perché è inutile tenere Lecco e Como in un cantoncino piccolo e separato".
Clarissa Albini






