CANTÙ - In compagnia di amici, giornalisti e di alcuni protagonisti di quell’incredibile impresa, la Pallacanestro Cantù ha celebrato il cinquantenario del primo scudetto conquistato nella sua storia. Era il lontano 7 aprile del 1968 quando l’allora Oransonda Cantù vinse il titolo contro l’Olimpia Milano targata Simmenthal, in un Palazzetto dello Sport “Parini” gremito fino – ed oltre – ogni ordine di posti. La formazione allenata dal grande Borislav Stankovic si impose su Milano con un perentorio 71 a 58, conquistando così il primo storico successo.
Ad aprire la conferenza stampa il vicesindaco di Cantù, Matteo Ferrari, il quale ha preso la parola per primo dopo un breve filmato molto emozionante sull’ultima azione di gioco della gara tra Oransoda Cantù e Simmenthal Milano, con giocatori e tifosi canturini in tripudio a fine partita al centro del campo. "Nel territorio internazionale la città di Cantù si contraddistingue per due cose: il mobile ed il basket. Ritrovarci oggi, dopo cinquant’anni, a celebrare questa importantissima vittoria, è un onore e un emozione per me, soprattutto al cospetto di chi ha contribuito a portare lo stemma della nostra città in giro per il mondo. Porto tutti i saluti ed i ringraziamenti dell’amministrazione".
Ha poi preso parola Gianni Corsolini, coinvolgente nel raccontare gli aneddoti di quelle stagioni, senza dimenticare alcun dettaglio nonostante il cinquantennio trascorso. Lo storico ex dirigente della Pallacanestro Cantù si è soffermato particolarmente sul grande lavoro di reclutamento di giovani promesse che a quel tempo vide la società brianzola assoluta protagonista con idee rivoluzionarie in Europa, prendendo spunto dal modello dei college americani.
Del roster della prima squadra, protagonisti sempre di quella storica stagione 1967-’68, in sala erano presenti Carlo Recalcati, Michele Marino, Alberto Merlati e l’italo argentino Alberto De Simone. Quest’ultimo ha raccontato per primo il proprio aneddoto: "Ricordo ancora con grande emozione i festeggiamenti di quello scudetto, qualcosa di mai visto prima e che difficilmente è stato replicato poi. Per un mese e mezzo tutta Cantù rimase in festa, un’atmosfera davvero unica".






