CROWDFUNDING – Raccolti poco più di ottomila euro dalla Pallacanestro Cantù

giovedì, 2 luglio 2015

BASKET CANTU SALUTA A M3CANTÙ - Ad inizio aprile veniva ufficialmente lanciata la collaborazione tra Pallacanestro Cantù e Triboom, innovativa piattaforma online di crowdfunding che, per la prima volta in assoluto, ampliava il puro aspetto della “raccolta fondi”. Su Triboom, infatti, i sostenitori della propria squadra del cuore possono condividere contenuti del tutto personali (video, fotografie, semplici commenti) e gli altri boomers, ossia i membri della comunità, possono commentare i post altrui, di qualsiasi tipo essi siano.

Al di là degli aspetti puramente funzionali del sito, da aprile sono state lanciate due campagne di raccolta, con obiettivi minimi (5.000 euro a campagna) per sondare il terreno, poiché la collaborazione con la Pallacanestro Cantù è stata la prima nel mondo della palla a spicchi.
“Siamo rimasti veramente soddisfatti di come sono andate le cose – ha dichiarato Alfonso Stefanelli, creatore e fondatore di Triboom – essendo il nostro battesimo assoluto poiché con uno strumento nuovo entravamo in un contesto che aveva le sue abitudini”. Per questo la collaborazione con Tutti Insieme Cantù è stata fondamentale, perché questo tipo di strumento ha bisogno di collaborazioni particolari. “Triboom ha bisogno di essere utilizzato, arricchito e allestito da persone che siano dentro l’ambiente basket – spiega Stefanelli – e pur non avendone parlato nello specifico con l'amministratore delegato Luca Orthmann la nostra collaborazione andrà sicuramente avanti”.

Dal punto di vista prettamente economico, la prima campagna di raccolta fondi aveva superato prima della chiusura della stessa il target prefissato di 5.000 euro, e così è stata poi lanciata una seconda raccolta (continuazione della prima) con obiettivo 10.000 euro; in questo caso ci si era fermati a 8.113 euro, che rappresenta quindi il totale di questo primo “esperimento” tra Triboom e Cantù.

“Finanziariamente abbiamo deciso di non puntare ad un obiettivo motivante e specifico – illustra Stefanelli – e non avevamo obiettivi concreti, come può essere quello di una raccolta mirata alla costruzione di un palazzetto. È andata molto bene anche dal punto di vista economico, ma soprattutto la comunità è stata vissuta con molti contenuti pubblicati ed è proprio quello che volevamo”.

L’aspetto social è quindi il punto di forza su cui si punterà nelle future collaborazioni, tant’è che al mondo non esiste una piattaforma come Triboom, che lega la partecipazione attiva degli utenti al crowdfunding sportivo, inteso come sola raccolta fondi. “Mi fa specie dirlo – conclude Stefanelli - non c’è nulla come Triboom a livello mondiale, non c’è nessuna piattaforma con questo genere di partecipazione. In ambito sportivo ci sono piattaforme di crowdfunding puro ma qui c’è l’aspetto social che offre la possibilità di condividere e stimolare tutti quelli che partecipano alla causa”.

In attesa della prossima stagione si è quindi al lavoro per implementare altre forme di socializzazione, saranno migliorate le classifiche dei boomers cercando di rendere Triboom sempre più funzionale e attirare così tutti gli appassionati dei biancoblu.

D.P.

 

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