BASKET – Cantù a caccia di miracoli nella nuova casa dell’imbattuta Virtus

sabato, 30 novembre 2019

CANTÙ - Domani sera, palla a due alle 20:30 alla Virtus Segafredo Arena, nel nuovo impianto da quasi 9mila posti delle “Vu Nere” situato nel Padiglione 30 della Fiera di Bologna, l’Acqua S.Bernardo guidata in panchina da coach Cesare Pancotto è chiamata a compiere un vero e proprio miracolo sportivo, ovvero battere l’attuale capolista del campionato, quella corazzata chiamata Virtus Bologna ancora imbattuta in LBA dopo nove vittorie in altrettante partite disputate.

La compagine allenata da coach Aleksandar Djordjevic – che da giocatore vinse due Europei e un Mondiale con la maglia della Jugoslavia – ha iniziato in estate un ciclo tutto nuovo e un progetto ambizioso, supportato da una proprietà forte e con le idee ben chiare, che come scopo principale ha quello di riportare la gloriosa Virtus nella massima competizione europea: l’EuroLega, kermesse da cui la squadra bianconera di Bologna manca da quasi un ventennio e che, tra la fine degli anni ’90 e l’inizio del nuovo secolo, regalò ai tifosi due titoli internazionali nel giro di tre anni, trascinata da due stelle assolute del calibro di “Sasha” Danilovic e “Manu” Ginobili. La nuova Virtus targata Segafredo sta cercando di ripercorrere quegli anni, affidandosi alle sapienti mani dell’ennesimo campione passato da “Basket City”, il play serbo Milos Teodosic, chiamato a condurre un popolo intero – quello virtussino – verso i fasti di un tempo. A guidare un gruppo di grande talento, in cui figura anche l’ex “bomber” canturino Frank Gaines (miglior marcatore dello scorso campionato con la canotta della S.Bernardo), c’è coach Djordjevic, che in carriera ha già allenato squadre ambiziose come Olimpia Milano, Benetton Treviso, Panathinaikos e Bayern Monaco, oltre alla Nazionale del suo Paese, la Serbia, con cui ha collezionato tre medaglie d’argento, una ottenuta alle ultime Olimpiadi di Rio de Janeiro. Il tecnico serbo, arrivato verso la fine della passata stagione, è partito con il piede giusto, vincendo lo scorso maggio la Basketball Champions League.

QUI VIRTUS
Wild card a parte, per tornare subito in EuroLega la Virtus ha bisogno di vincere l’EuroCup e, in questo primo anno dal passaggio da FIBA a Euroleague, la compagine bianconera è già partita forte conquistando la qualificazione alle Top 16 con ben tre giornate di anticipo. Bene in campo internazionale, benissimo in LBA, dove la Segafredo ha vinto tutte e nove le partite giocate, grazie ad alcuni numeri di squadra davvero importanti: la Virtus, infatti, è per distacco prima in Serie A nei rimbalzi (43.1 di media), negli assist (20.8), nei recuperi (8.7) e nei tiri segnati da due (57.3%), oltre a disporre del secondo miglior attacco di tutto il campionato (83.6 punti), dietro alla sola Brindisi (85.8) ma davanti alle altre big Milano e Sassari. Con 18 punti, i bolognesi sono primi in classifica a +4 dall’inseguitrice Happy Casa Brindisi. Il tutto avendo già osservato un turno di riposo. La Virtus, infine, può contare su due tra i migliori assist man dell’intera lega: al già citato Teodosic, quinto in LBA con 5.1 assist di media, si aggiunge anche l’altro fenomeno serbo, Stefan Markovic, al terzo posto con 6.3 assist a partita.

QUI CANTÙ
Dopo la convincente quanto sorprendente vittoria esterna sul campo della Vanoli Cremona, messa al tappeto alla settima giornata di campionato con 24 punti di scarto, l’Acqua S.Bernardo è poi incappata in tre sconfitte consecutive, di cui due particolarmente brucianti perché arrivate entrambe tra le mura amiche ed entrambe di due soli punti, nei secondi finali di gara. L’ultima battuta d’arresto contro la Fortitudo nel turno precedente – partita ed esito quasi identici al ko interno con la Virtus Roma – è arrivata dopo un overtime e dopo che, nel corso del primo tempo, la formazione di coach Pancotto si era portata avanti anche di quattordici lunghezze. Nonostante le ultime sfortunate settimane, in casa S.Bernardo è rimasta intatta la fiducia e la compattezza di un gruppo che, dopo due partite da 24 punti di media, pare essersi affidato nelle mani di Jason Burnell, giocatore rivelazione di questo mese di novembre e autore, contro la “Effe”, di 29 punti con 12 su 14 al tiro, per 32 di valutazione. Il rookie classe ’97 sembra aver trovato la sua dimensione nel campionato italiano, dopo aver faticato non poco nelle prime gare. Pancotto incomincia a vederlo più da “tre” che da “quattro”, ruolo in cui – grazie a un fisico e un atletismo fuori dal comune – può fare la differenza.

IL QUINTETTO AVVERSARIO
In campionato coach Djordjevic parte quasi sempre con i soliti cinque: in cabina di regia Stefan Markovic, play alto quasi due metri, 31 anni, di Belgrado. Con la Nazionale serba ha vinto 3 medaglie d’argento, una agli Europei del 2009, una ai Mondiali del 2014 e una alle Olimpiadi del 2016, oltre a una medaglia d’oro ai Mondiali U19. È un giocatore di grandissima esperienza, che per quattro stagioni ha calcato i parquet di EuroLega con le canotte di Malaga e Khimki. In quest’ultima squadra ha disputato l’ultimo biennio, prima di fare ritorno in Italia dove era già stato quasi dieci anni fa, quando vestiva la gloriosa maglia dell’allora Benetton, sfiorandosi soltanto con Djordjevic, arrivato poi a Treviso l’anno seguente quando Markovic era già volato in Spagna per firmare al Valencia. Nelle coppe europee ha superato da poco le 200 partite giocate, traguardo staccato questa stagione con la Virtus. Mettendo insieme i numeri di EuroCup ed EuroLega, il serbo ha totalizzato quasi 1300 punti e quasi 1000 assist in carriera. In campionato sinora viaggia a 8 punti, 6.3 assist e 5.1 rimbalzi di media; mentre in campo internazionale, nel suo habitat preferito, i punti aumentano: 10.6 di media. Nello spot di guardia figura Frank Gaines, tiratore americano di 29 anni, dalla Florida, alla quarta maglia in Italia dopo le esperienze poco fortunate a Caserta e Pesaro, seguite però dal clamoroso exploit della scorsa stagione in quel di Cantù, dove Gaines è stato uno dei giocatori rivelazione con oltre 20 punti a partita, ribaltando totalmente i giudizi su di lui dopo i deludenti trascorsi in Serie A nella stagione 2014-’15. A Bologna gioca nel suo ruolo naturale, quello di guardia, anche se può ricoprire indistintamente i panni del playmaker, cosa fatta a Cantù prima dell’arrivo in Brianza di Tony Carr. In sostanza è una combo guard, che predilige più le azioni personali agli assist ai compagni. A parte le prime tre giornate di LBA, nelle successive sei gare di campionato è sempre partito titolare, producendo 12.6 punti di media in appena 24’. Dopo aver saltato l’ultima partita contro Trieste per fare ritorno negli Stati Uniti per la perdita del padre, nel ruolo di ala piccola dovrebbe trovare spazio il 30enne Kyle Weems, di Kansas. L’intenzione delle “Vu Nere” sarà sicuramente quella di volerlo recuperare mentalmente il prima possibile, dopo che tutti - dalla tifoseria al club – gli hanno mostrato grandissima vicinanza. Uscito dal college di Missouri State, dove ha sempre segnato tantissimo, negli ultimi tre anni ha giocato in Turchia tra Besiktas e Tofas Bursa. Nella stagione 2015-’16 ha fatto il suo esordio anche in EuroLega, con i francesi di Strasburgo. Prima del lutto che lo ha colpito ha giocato otto partite da titolare a oltre 9 punti, 6 rimbalzi e 3.5 assist di media. L’ala grande è l’abruzzese Giampaolo Ricci, 28 anni, di Chieti. È arrivato alla Virtus dopo una scalata iniziata dalle Minors, partendo dalla Stella Azzurra Roma e da Casalpusterlengo, passando poi per Verona, Tortona e Cremona, dove ha disputato due stagioni strepitose in Serie A, che gli sono valse la prestigiosa chiamata in estate dalla corazzata Segafredo. Per un pelo non ha partecipato anche ai Mondiali in Cina con la maglia della Nazionale italiana, venendo escluso all’ultimo dai 12 convocati da coach Romeo Sacchetti, che lo aveva fatto “esplodere” alla Vanoli. Insieme a Markovic è il giocatore della Virtus con il plus minus più alto in campionato, dove peraltro finora sta tirando molto bene da tre (44.1%). In 26’ sul parquet segna in media 9.8 punti a partita, a cui aggiunge 4.3 rimbalzi. A completare il quintetto iniziale c’è Julian Gamble, 30 anni, americano della Carolina del Nord. Lo scorso anno ha incontrato la Virtus da avversario ai quarti di finale in BCL, dando ai bianconeri del filo da torcere e sfiorando con Nanterre l’accesso alla Final Four di Anversa. Dopo dieci giornate è il miglior rimbalzista in LBA delle “Vu Nere”, il lungo ne cattura infatti 7.4 di media in meno di 23’, a cui si sommano gli oltre 11 punti a partita. Doppia cifra per lui anche in Europa, dove segna pressoché gli stessi punti (10.8).

LA PANCHINA AVVERSARIA
Dalla panchina, strano ma vero, spicca la superstar del campionato, quel Teodosic che per dieci lunghi anni ha deliziato il pubblico di tutta Europa, vestendo le maglie di Olympiacos e CSKA Mosca, giocando 237 partite in EuroLega e totalizzando oltre 2800 punti e oltre 1100 assist. Per un anno e mezzo in NBA con i Clippers di Los Angeles, nel curriculum Teodosic può vantare anche un titolo di MVP di EuroLega e tre nomine nel miglior quintetto della competizione, oltre ad averla vinta nel 2016 con i russi del CSKA. Con la maglia della Nazionale serba è stato inserito per due volte anche nel miglior quintetto dei Mondiali. In EuroCup quest’anno segna ben 17 punti di media, più o meno fa lo stesso anche in campionato, dove in 23’ scarsi aggiunge anche 5.1 assist di media. In LBA sfiora il 40% da oltre l’arco. Nell’ultimo successo ha incantato il pubblico di Trieste mettendo a segno tre canestri consecutivi nel finale, che hanno permesso alla Virtus non solo di battere all’overtime i padroni di casa ma anche di mantenere l’imbattibilità. Il cambio naturale di Gaines è, ironia della sorte un altro ex biancoblu, David Cournooh, esterno veronese classe ’90 di origini ghanesi. È alla seconda stagione in maglia Segafredo e, insieme agli altri italiani Filippo Baldi Rossi e Alessandro Pajola, è uno dei reduci della passata stagione, conclusasi senza playoff ma con la Champions League in bacheca. A Cantù ha giocato un anno e mezzo, entrando nella storia del club per aver fatto parte di quella squadra in grado di battere Milano alla Final Eight di Coppa Italia contro ogni avversità, oltre a raggiungere un impronosticabile settimo posto e i playoff con coach Marco Sodini in panchina. Con la Virtus gioca circa 14’ a partita in campionato, dove è a partito quattro volte titolare, mentre in EuroCup trova più spazio, giocando 17’ di media e partendo spesso titolare. Dopo Teodosic, Djordjevic può contare su un altro giocatore di enorme talento a partire dalla panchina: Vince Hunter, ala forte americana classe ’94, uscito dall’università di UTEP, la stessa dell’ex canturino Randy Culpepper. In passato ha giocato, seppur per brevi periodi, sia in NBA (con Memphis) che in EuroLega (con il Panathinaikos). In carriera ha vinto una Champions Legaue e una Coppa Intercontinentale con i greci dell’AEK Atene. In Serie A è partito fortissimo con quasi 14 punti di media in soli 19’ di impiego. Chiudono le rotazioni i già citati Pajola, Baldi Rossi e l’ala serba ma di formazione italiana Stefan Nikolic, classe ’97, lo scorso anno a Udine in A2, dove ha disputato un buon campionato. Mentre Nikolic trova pochissimo spazio, diverso è il discorso per Pajola e Baldi Rossi. Entrambi, infatti, giocano non meno di dieci-undici minuti di media. Pajola è un playmaker di soli 20 anni ma già con esperienza, alla Virtus dal 2015. La proprietà punta molto su di lui, anche se con Markovic e Teodosic ha ridotto non poco il minutaggio dello scorso anno. Avrà comunque da imparare dai due campioni serbi, la loro presenza male non gli farà. Baldi Rossi, invece, ala/centro modenese di 29 anni è alla terza stagione in bianconero e alla terza stagione in EuroCup, dopo le precedenti apparizioni quando vestiva la canotta di Trento. Ad arricchire un roster già completo c’è il centro argentino Marcos Delia, firmato dalla proprietà più per l’EuroCup che per il campionato, dove infatti ha giocato una sola partita, in sostituzione a Weems. Essendo il settimo straniero nel roster, Djordjevic è costretto a lasciarlo sempre in tribuna. A Trieste, però, all’esordio in Italia, ha giocato bene e contro Cantù potrebbe anche avere una seconda chance. Membro fisso della Nazionale albiceleste, con cui ha vinto una clamorosa medaglia d’argento ai recenti Mondiali cinesi, in EuroCup trova più spazio, venendo utilizzato da Djordjevic circa 9’ a partita. In passato ha giocato perlopiù in Sudamerica e Spagna, facendo esperienza al Murcia, prima di passare alla Joventut Badalona.

I PRECEDENTI
Pallacanestro Cantù e Virtus Bologna si sono sfidate in passato in ben 164 occasioni. Precedenti favorevoli alla squadra felsinea avanti con 92 successi contro i 72 dei brianzoli, che però in casa hanno vinto 54 sfide e perse solo 30. Domani sera scenderanno in campo la bellezza di 46 trofei: 29 da una parte, per i padroni di casa, e 17 dall’altra. Diciassette sono anche le coppe internazionali vinte dalle due squadre, 5 conquistate dalla Virtus e 12 da Cantù.

INFO GENERALI
Acqua S.Bernardo Cantù e Virtus Segafredo Bologna si sfideranno domani per l’undicesima giornata del campionato di Legabasket Serie A 2019-‘2020, in campo alla “Virtus Segafredo Arena” alle 20:30. Ad arbitrare l’incontro saranno i signori Michele Rossi, Lorenzo Baldini e Marco Vita. La partita sarà trasmessa su Eurosport Player, radiocronaca su Radio Cantù 89.600 FM e streaming su radiocantu.com. Per la gara di domani le autorità competenti hanno disposto il divieto di vendita dei tagliandi ai residenti nella provincia di Como.

 

 

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