IL POLLO BASTARDO – “No al raduno nazionale di Forza Nuova”

lunedì, 20 giugno 2016

A settembre Cantù ospiterà per il quarto anno consecutivo il raduno nazionale di Forza Nuova.

FN è una formazione politica fondata da due latitanti condannati per associazione sovversiva e banda armata. Ha come proposta programmatica l'abolizione della legge Scelba, che vieta la ricostituzione del partito fascista, e nell'arco dell'ultimo decennio i suoi membri si sono macchiati di reati che spaziano dalle aggressioni agli attentati incendiari. Sentenze di tribunale e della Cassazione la riconoscono "portatrice di valori quali la xenofobia, il razzismo, la violenza e l’antisemitismo", confermando che "la natura del movimento di Forza Nuova risulta incontestabilmente caratterizzata dall’adesione all’ideologia fascista, per espressa enunciazione dello stesso movimento", e che a tal riguardo è legittima "l'equiparazione del fascismo al nazismo e alle sue espressioni in tema di razzismo, discriminazione sociale, violenza".

Chi in città ha difeso caparbiamente la scelta di concedere spazi comunali a un'organizzazione del genere l'ha fatto appellandosi all'idea che democrazia significhi concedere visibilità e agibilità a chiunque: tutto è lecito, purché le carte siano in regola e i locali vengano lasciati lindi. Questa retorica dell'indifferenza ha disatteso miseramente un fondamento essenziale della nostra stessa democrazia: l'antifascismo come suo principio costituzionale e irrinunciabile.

Del resto, la crisi di credibilità che l'ordinamento democratico occidentale e i suoi rappresentanti stanno scontando a livello globale è evidente, anche in quelle che dovrebbero essere le sue roccaforti: negli Stati Uniti il controverso miliardario Donald Trump concorre alla carica di presidente, in Francia lo stato d'urgenza si protrae da ormai 7 mesi, l'ombra di Alba Dorata grava sulla Grecia, il populismo euroscettico raccoglie consensi nel Regno Unito, l'Austria scampa per un soffio a un cancelliere neonazista, l'Ungheria questo triste traguardo sembra averlo già tagliato da un pezzo... Pressoché ovunque vanno riemergendo in modo preoccupante forme di autoritarismo e intolleranza.

La demonizzazione dei movimenti migratori mette in moto un meccanismo discriminatorio estremamente oneroso, inumano e inconcludente. I governi europei perseguono il discutibile obiettivo di “scoraggiare le migrazioni” prendendo accordi con i dittatori che ne sono responsabili, e con altri capi di Stato non proprio irreprensibili: basti citare l'accordo UE/Turchia e quello con il leader sudanese al-Bashir, ricercato dall'AJA per genocidio. Gli stessi poteri che per secoli si sono permessi di depredare e sottomettere qualunque angolo di mondo (e che tuttora continuano a farlo sotto diverse spoglie) si riservano la presunzione di stabilire dove e come le persone possano vivere.

Questa logica paradossale da un lato arriva a dipingere come privilegiate persone soggette a coprifuoco, trattenute all'interno di centri per lo più isolati e costrette ad attendere mesi prima che una commissione si pronunci sulla loro possibilità di rimanere o meno dove stanno; dall'altro dà adito ad imbarazzanti tentativi di impedire di professare liberamente la propria fede, in quella che si profila essere una vera e propria rincorsa ai fondamentalismi.

Come se non bastasse, la propaganda di cui questi ultimi si nutrono condanna senza appello tutte le forme famigliari e affettive giudicate non in linea con il modello naturale, tradizionale o divino di cui di volta in volta si improvvisano paladini. Queste campagne si traducono in aperte intimidazioni, aggressioni e – vale la pena di ricordarlo – stragi.

Pensiamo che il nostro tempo ci chieda uno sforzo migliore che non assecondare questo genere di derive. Al dilagare del morbo nero, già in passato reo di aver “avvelenato ogni sorgente di vita materiale e morale”, crediamo sia giunto il momento di porre un argine. È ormai palese che ciò non sia più delegabile a nessuno: costruire un presente diverso, per riappropriarci di un futuro possibile, richiede a ciascuno di noi di mettere in discussione le proprie identità, in condivisione i propri desideri, in gioco tutta l'immaginazione di cui dispone.

Il Pollo bastardo

 

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