Piazza Garibaldi: "L'è peso el tacon del buso". Con questo proverbio veronese si intende dire che un rimedio è spesso peggiore del danno cui si intende rimediare.
È il caso dell’infelice proposta dell’amministrazione comunale di ricoprire i lastroni di granito dell’Adamello di piazza Garibaldi con un bel velo (si fa per dire) d’asfalto.
I lavori di ristrutturazione della piazza furono voluti dalla giunta Sala che vi impegnò l’equivalente di un milione di euro, risultato della vendita del ramo gas di Canturina Servizi. Da allora, la fallacia dell’impresa si è manifestata, anno dopo anno, con costi di manutenzione ordinaria decisamente elevati (circa 60mila euro annui).
E tuttavia, la pur disastrosa opera di restyling della piazza sarebbe ulteriormente deturpata da un intervento brutto, scarsamente efficace, pericoloso, soprattutto perché un intervento provvisorio, nel panorama politico e culturale dei nostri tempi, correrebbe il rischio di diventare definitivo.
Infine, questo intervento è pensato in una logica sbagliata: quella che misura le opere viarie, anche quelle del centro storico, come pensate unicamente “a misura di automobilista”: che un intervento sia brutto, sia illogico, è del tutto ininfluente.
Sono personalmente convinto che si dovrebbe adottare un altro approccio, che miri a riqualificare la piazza, senza però renderla ancor più brutta e oggetto di interventi parziali e privi di un disegno di riqualificazione complessiva del centro.
Filippo Di Gregorio
segretario cittadino Pd di Cantù
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