L’evitare di cadere nel ridicolo non è fra le principali caratteristiche di coloro che, seppur non richiesti, si ergono ad ultimo baluardo all’islamizzazione del Paese: i sanculotti della civiltà occidentale.
Così, per non perdere l’allenamento e al solo scopo di dare un senso all’inutile agitarsi fascio-leghista, l’on. Nicola Molteni ha presentato al ministro dell’Interno una interrogazione a risposta scritta a proposito del permesso concesso alla comunità islamica di Cantù di poter svolgere i riti connessi al Ramadan in uno dei locali dell’ex-tribunale di via Fossano a Cantù.
Se è comprensibile il desiderio dell’on. Molteni di passare alla storia, costi quel che costi, non è per nulla facile capire dove abbia potuto percepire i segnali di una “… islamizzazione strisciante della città…”.
Sarà forse perché è sempre impegnatissimo a tener bordone alle surreali iniziative del sig. Salvini ma ci pare che abbia del tutto perso il senso della realtà e viva in un mondo tutto suo, immaginario, inventato, di tipo onirico.
Ed allora, allo scopo di farlo tornare sulla terra, anche noi presentiamo all’on. Molteni una interrogazione a risposta scritta od orale, a sua scelta.
Se è così desideroso di conoscere il programma dei misteriosi “maneggi” che si svolgeranno nell’aula dell’ex-tribunale di via Fossano, perché l’on. Molteni non chiede al suo nuovo compare, il torvo Liva, di fargli conoscere i responsabili dell’Associazione culturale islamica di Cantù (che è pure iscritta all’albo delle associazioni canturine) in modo di farselo spiegare di prima mano?
Se vuole conoscere i pericolosi agitatori che pregheranno nell’aula dell’ex-tribunale perché non chiede al suo luogotenente, il noto "consigliere-pugilatore" Alessandro Brianza, di presentargli i responsabili dell’associazione (che hanno un nome, un cognome, un indirizzo, un numero di telefono ed un indirizzo mail) e che, volendo, potranno anche fornirgli la tracciatura dei 2.265 euro che hanno pagato quale corrispettivo per l’affitto del locale?
Ma soprattutto l’on Molteni ci dica come mai, se la comunità islamica è presente in città da vent’anni, i sindaci leghisti che nello stesso periodo hanno amministrato Cantù non si sono mai accorti di allevare questa pericolosissima serpe in seno.
L’on. Molteni dovrebbe ripetersi spesso quel famoso detto per cui chi è causa del suo mal pianga sé stesso!
Enzo Marelli
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