Nella lettera che Omar Bourass, responsabile della comunità mussulmana di Cantù, ha indirizzato a don Fidelmo Xodo, prevosto di Cantù, in occasione del Natale si leggeva: “… l’uomo di oggi è a contatto con le culture di tutto il mondo e questo arricchisce tutti noi. Tanta possibilità di conoscenza è un dono splendido, che può garantire una coesistenza armoniosa per tutte le creature, nel rispetto della dignità propria e altrui, perché è solo nella comprensione reciproca che si può trovare la forza di contrastare chi, attraverso un’aberrante interpretazione della parola di Dio, sta cercando di rovinare il mondo: la conoscenza è fonte di giustizia e vera pace…”.
A sua volta don Fidelmo Xodo, nella lettera con la quale ringraziava il suo interlocutore per gli auguri, scriveva: “… è fondamentale che il dialogo e l’integrazione si fondino sull’accettazione dell’altro e sulla reciproca conoscenza, abbattendo i muri di quella interpretazione estremistica e perversa che della religione viene fatta da alcuni scellerati terroristi…”.
Sembra quasi superfluo sottolineare gli anni luce che separano i sentimenti della comunità mussulmana canturina, presente da oltre vent’anni in città, e della comunità cristiana, interpretati da don Fidelmo Xodo, dalla scomposta agitazione dei fascio-leghisti canturini così ben rappresentati dall’On. Nicola Molteni e dal consigliere-pugilatore Alessandro Brianza.
I sans-culottes della Lega, i rivoluzionari difensori della civiltà occidentale, i radicali paladini della Chiesa cattolica minacciano di scendere in piazza perché dicono sia scandaloso permettere che i riti religiosi connessi alla ricorrenza del Ramadan vengano svolti in un Tribunale e per di più accanto ad una scuola.
Ma dove vivono questi sedicenti baluardi dell’Occidente libero e cristiano?
Qualcuno avverta i ruspisti canturini: in giugno e luglio le scuole sono chiuse ed il “tribunale” è ormai da tempo un ex-tribunale.
Enzo Marelli
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