Se non fosse stata una cosa tragica, sarebbe la più ridicola delle iniziative promosse a Cantù.
L’8 novembre 2014 il sindaco di Cantù, durante un dibattito del consiglio comunale a dir poco surreale, imponeva alla propria maggioranza, quanto mai svogliata e disattenta, un ordine del giorno in cui il Comune si impegnava a promuovere la costituzione di una regione a statuto speciale composta dai comuni delle provincie di Sondrio, Lecco e Como.
Un’iniziativa sgangherata, come quasi tutte quelle assunte dal sindaco, che cercava in qualche modo di arginare un dissenso politico emerso all’interno della sua maggioranza in occasione dell’elezione del consiglio provinciale. Bizzozero aveva stipulato un accordo con il candidato del centrodestra Maspero, per appoggiarlo in quel voto, ma una parte della sua maggioranza aveva disobbedito, votando per la presidente Rita Livio.
La proposta, del tutto immaginifica, si fondava sul dettato dell’articolo 132 della Costituzione, che permette l’avvio di proposte di costituzione di nuove regioni, secondo un meccanismo macchinoso e di difficilissima concretizzazione. Il consiglio comunale di Cantù, in un gesto di fantasia istituzionale, si promuoveva in una vera e propria mission impossible.
La maggioranza, inconsapevole che tale decisione potesse anche essere rammentata in futuro, dovette accondiscendere al disegno delirante del proprio sindaco, e votò.
Da allora, il nulla.
Pochissimi comuni hanno aderito a tale progetto, l’unico al di sopra dei duemila abitanti: Cantù.
Il sindaco fece costruire una specifica pagina FB, per celebrare il proprio progressivo trionfo. Niente. Nessun trionfo, anzi: quella pagina si è trasformata nel cimitero delle vanità dell’attuale maggioranza civica e del suo conducator.
Tanto che, recentemente, essa è stata cancellata, o comunque risulta desaparcida nel mare magnum della rete.
Resta il rammarico, la tristezza e la sfiducia verso un’amministrazione che ha perduto tempo, fantasia e credibilità in un progetto irrilevante. A questo modo si frantumano speranze e fiducia. Così si dissipa un patrimonio di credibilità, che sarà sempre più difficile rigenerare.
Per evitare che vicende tanto tristi si ripetano, occorre che la politica si riproponga una nuova agenda, fatta di concretezza e di serie relazioni istituzionali. Quello che è mancato alla maggioranza civica cittadina, e quanto invece garantiamo noi di conservare e di promuovere, con una proposta di governo che saprà garantire un rapporto fiduciario importante, la vera risorsa di un governo cittadino.
Filippo Di Gregorio
segretario cittadino Pd di Cantù
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