FRONTALIERI – L’accordo tra Italia e Svizzera non lascia tranquilla la Lombardia

martedì, 3 marzo 2015

dogana chiassoCOMO - Ristorni e frontalieri: timori per l'accordo siglato. La firma dell'accordo tra Italia e Svizzera sulla "voluntary disclosure" e sullo scambio di informazioni fiscali non lascia tranquilla la Lombardia. Anzi, dubbi e timori aumentano col pensiero che i risultati finali potranno essere più gravosi di quelli attuali. E' questo quanto emerso dalla riunione voluta dalla Commissione speciale per i rapporti tra Italia e Confederazione Elvetica, presieduta dalla varesina Francesca Brianza (Lega Nord) con il capo negoziazione per il governo italiano Vieri Ceriani. Presenti anche i rappresentanti dei Comuni di frontiera lombardi e dei lavoratori frontalieri: per entrambi l'accordo potrebbe rivelarsi peggiorativo della situazione esistente. Il perché è presto detto: seppur "spalmata" nel tempo, la tassazione per i frontalieri passerà da quella svizzera a quella italiana e i sindacati non si sono detti per nulla ottimisti sugli sviluppi. Vero che il nuovo trattamento fiscale, come è stato assicurato da Vieri Ceriani, non entrerà in vigore prima del 2018, ma la sensazione diffusa è che alla fine il conto presentato ai lavoratori sarà ben più salato di adesso.

Ma dubbi e timori si fanno ancora più forti sul tema ristorni che in base al nuovo trattato saranno versati ai Comuni di confine direttamente dallo Stato italiano e non più dalla Confederazione. Su questi soldi le Amministrazioni hanno sempre fatto affidamento per la tenuta dei bilanci. Adesso i sindaci coinvolti sperano che le cifre corrisposte siano esattamente identiche e che nulla venga sacrificato in nome dei soliti tagli lineari imposti dal Governo. "Sottolineata la disponibilità e gentilezza di Vieri Ceriani, va però detto che crescono i timori per un Trattato che al momento è peggiorativo per i lavoratori e i Comuni - spiega la consigliera Brianza -. Timori che perfino lo stesso Ceriani ha ammesso di comprendere, considerato questo periodo di "spending review". La Regione è stata tenuta fuori dal negoziato e i risultati non sono certo quelli richiesti: noi avremmo voluto una tassazione invariata per i lavoratori".

Da tenere presente che il prossimo passo fondamentale sarà la legge di ratifica da parte del Governo italiano. "E' ora che si apre la vera partita – ha detto Brianza – perché restano da definire a livello parlamentare i "dettagli" della tassazione concorrente e dei ristorni ai Comuni che non saranno più a carico della Svizzera. Compito del Governo sarà quello di ascoltare finalmente le richieste del territorio. Noi ci impegneremo per quanto è nelle nostre possibilità, ma al momento non siamo soddisfatti: se solo consideriamo le promesse non mantenute con la nostra Regione in materia di risorse alla Sanità e costi standard, si capiscono i motivi della nostra preoccupazione. Al momento io non mi fido".

 

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