MENDRISIO – Niki Lauda mattatore a Mendrisio, con i giornalisti e con i protagonisti di una gara al simulatore. La presenza in Canton Ticino del tre volte campione del mondo di Formula 1 è stata promossa dal Casinò Admiral della città ticinese. Lauda prima si è soffermato a lungo con i giornalisti, poi ha premiato e si è fermato con gli ospiti della casa da gioco che si erano confrontati in una prova al simulatore dedicata alla Formula 1.
In conferenza stampa le prime parole, visto che la location era ticinese, non potevano non essere dedicate all’amico e campione, Clay Regazzoni, l'uomo che all'epoca suggerì a Enzo Ferrari di ingaggiare l'austriaco . “Era un uomo forte e simpatico, era veloce ma verso la fine forse io lo ero un po’ di più”, ha ricordato sorridendo Lauda. Tra l'altro quest'anno ricorre il decimo anniversario dalla morte di Clay, scomparso a Parma in un incidente stradale nel dicembre del 2006.
Passando poi a ex colleghi per i quali non provava la stessa simpatia, Lauda si è soffermato su Alain Prost affermando con ironia: “E' un francese!”. Non poteva poi mancare l’accenno alla rivalità con James Hunt, riportata alla luce dal recente
film Rush. “Guidava in maniera perfetta e con una macchina competitiva. Nel 1976 ho perso per questo perché, a seguito del mio incidente al Nurburgring, ho saltato alcune corse in cui lui è stato velocissimo”. Nell'incidente in Germania gli salvò la vita il comasco Arturo Merzario: "Purtroppo all'epoca si crearono incomprensioni perché non lo ringraziai subito per quello che aveva fatto. E aveva anche ragione. Ora, comunque, il nostro rapporto è cordiale".
Su quel drammatico evento in Germania, che gli causò gravissime ustioni, Lauda ha aggiunto: “Quando sono uscito dall’ospedale ho solo pensato, sono vivo, sono fortunato, quindi riprendo le gare. L’incidente non è stata una sorpresa, era una parte del “gioco” che avevo considerato da subito, infatti non volevo correre quel giorno a causa degli evidenti problemi di maltempo”.
Non è mancato un ricordo di Ayrton Senna, scomparso il 1° maggio del 1994 nel Gran Premio di Imola: “Avrebbe senza dubbio vinto ancora tanto. Era un uomo di cultura, studiava la bibbia,
si sarebbe messo a disposizione della gente bisognosa e in tanti avrebbero continuarlo a volergli bene”.
Niki Lauda ha anche parlato della situazione attuale della Formula 1: “E' troppo sicura, senza rischio si perde l’interesse per la gara. Manca la competizione di un tempo”. L’unico decesso degli ultimi anni, non è mancata una domanda sull'argomento, è quello stato di Jules Bianchi, definito dal campione “Sfortunato evento, non prevedibile”. Per quanto riguarda le gare Lauda è consapevole della potenza della Mercedes - per il cui team è uomo delle pubbliche relazioni - e della bravura di Hamilton e Rosberg, ma reputa la Ferrari con Vettel un temibile avversario.
Clarissa Albini






