MOSCHEA – “Per pregare ci vuole l’autorizzazione” processati per abusivismo

mercoledì, 26 ottobre 2016

figino moscheaCANTÙ – Per pregare occorre l'autorizzazione, non certo di mancata libertà di culto si sta parlando, ma di violazione edilizia. È su questo che poggia l'accusa all'associazione culturale Noor-e-Madina.

"Beccati" dalla Polizia locale di Cantù all'interno di un edificio non registrato come d'uso religioso in via XI febbraio, sono poi finiti a processo il proprietario dell’immobile e i tre responsabili. Festim Vrenozi, 44 anni, residente a Cantù e di origine albanese, proprietario dell’immobile, e tre pakistani: Ahmed Munir, 38 anni, Arshad Chaudhry, 57 anni e Naeem Muhammad, 43 anni. La contestazione risale all’agosto 2012, e venne effettuata in merito alla mancanza di una precisa modifica della destinazione d’uso degli spazi. Formalmente, quegli spazi figuravano come deposito, e non come adibiti a luogo di culto, e quindi adatti a ospitare persone.

Per la sentenza bisognerà attendere il mese di novembre.

 

 

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