COMO - Sono 55 le famiglie che hanno dovuto lasciare i loro appartamenti, la sera del 24 febbraio, in Via Manzoni al numero civico 12. Si sono, infatti, aperte preoccupanti crepe, che pare vadano a compromettere la stabilità strutturale dell’intero edificio.
Al momento le persone che sono state evacuate hanno trovato ospitalità presso familiari o amici e, per chi non avesse trovato qualche sistemazione temporanea, il Comune di Como ha messo a disposizione dei posti letto all'istituto Don Guanella. Stamattina i Vigili del Fuoco hanno coordinato le operazioni che vedevano l’accesso all’edificio, da parte dei condomini, per dar loro la possibilità di prendere con loro beni di prima necessità.
Molte, però, le persone che anche oggi pomeriggio si trovavano davanti all’ingresso del palazzo, per comprendere meglio la situazione, avere informazioni e chiedere di poter entrare, per riuscire a prendere qualche altro effetto personale.
Sul posto, sia nella notte che durante il giorno, la Polizia Locale è rimasta a sorvegliare il posto, con l’aiuto di una o più pattuglie, mentre per tutta la mattinata e il pomeriggio, i Vigili del Fuoco sono stati impegnati per ulteriori verifiche, in coordinamento con i tecnici del condominio, del cantiere in costruzione di fianco allo stesso e con alcuni rappresentanti dell’amministrazione comunale.
“Di certo la situazione non sarà risolvibile nel giro di poco tempo. – commenta il comandante provinciale dei pompieri, Mario Abate –. Stamattina ci sono stati i primi sopralluoghi per cercare di capire meglio come gestire la situazione, ma al momento pare piuttosto complicata. Certamente si fa il possibile per cercare di fare tornare le famiglie nelle proprie abitazioni il prima possibile, ma ovviamente non possiamo lasciare che ciò accada se non in totale sicurezza”.
Si è tenuta, nel pomeriggio, una riunione tecnica nel Comune di Como, con presenti le parti in causa e il sindaco Mario Lucini. L’obiettivo è quello di comprendere meglio quale sia e a che cosa possa essere dovuto il problema strutturale dell’edificio, organizzare altre verifiche e capire quanto tempo potrebbe essere necessario per la messa in sicurezza dell’edificio.
Barbara Mattioli






