‘NDRANGHETA – Comasco, solo 5% di negozi anti-pizzo

martedì, 30 dicembre 2014

FINO MORNASCO - L'omertà non è ormai più una prerogativa meridionale. Anzi, in molti comuni del Norditalia vige un vero e proprio clima di terrore alimentato dalla presenza massiccia di soggetti mafiosi. Come dimostra un appello promosso da Confcommercio e da Klaus Davi realizzato a Fino Mornasco, paese messo sotto scacco dalle 'ndrine e che potrebbe essere il secondo comune al Nord sciolto per mafia. L'associazione ha contattato oltre 100 commercianti e professionisti ma di questi solo 5 (dei quali uno si è ritirato con tanto di email) hanno aderito all'iniziativa.

Il comune recentemente è stato teatro di uno degli omicidi di 'ndrangheta più cruenti degli ultimi anni (30 coltellate inferte da 5 killer a Ernesto Albanese, presunto corriere della droga) e sono agli atti numerosi casi di estorsioni, minacce e atti vandalici che hanno colpito commercianti e aziende. Tra queste anche il salone d'auto dell'ex consigliere comunale Luca Cairoli che ha subito ben 4 attentati negli ultimi anni (Video intervista a Cairoli e sindaco Giuseppe Napoli visibili sulla pagina di KlausCondicio al link http://youtu.be/keVDTp-IR0k). L'ultima indagine del procuratore aggiunto Ilda Boccassini ha coinvolto ben dieci presunti 'ndranghetisti con residenza nel comune lariano, fra cui anche il presunto capo della "locale" di 'ndrangheta Michele Chindamo, tutti quanti arrestati. I dati della Dda  di Milano sono impietosi, oltre 400 episodi intimidatori avvenuti sul territorio di Como tra il 2008 e il 2014 e tutti sono accadimenti potenzialmente riconducibili a una matrice criminale associazionistica.

Per quanto riguarda il Comasco, relativamente alle minacce più frequenti, in 270 casi si parla di incendi dolosi, seguiti da 43 esplosioni di arma da fuoco. Modalità a cui fanno seguito 19 recapiti di proiettili, 17 danneggiamenti su auto e 16 minacce telefoniche. In un caso, è stata inoltre segnalata un'uccisione di animale.

Klaus Davi e Confcommercio hanno messo on line una testimonianza dei 4 commercianti che si sono pronunciati apertamente contro il racket e il clima di terrore, uno dei quali ha denunciato in diretta tentate estorsioni da parte dei boss. Il video si chiude con l'appello di Rosario Presti, rappresentante  comasco di Confcommercio: "Oggi troppo pochi associati hanno testimoniato – racconta nel videoappellovisibile sulla pagina di KlausCondicio al link http://youtu.be/rnuXFpMKvcc - Li capiamo perché non hanno a che fare con dei ragazzini ma con criminali senza scrupoli. Ma li esortiamo a denunciare, denunciare, denunciare, solo così si combatte la mafia, altrimenti non si rompe la catena. Se tenete alla vostra attività non restate in silenzio".

 

 

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