MARIANO – Il giorno dopo l’incendio: la conta dei danni e la paura

mercoledì, 2 settembre 2015

incendio 1.jpg3MARIANO COMENSE - Le indagini potrebbero dare una spiegazione su quanto accaduto. A far capire le cause alla base del rogo che martedì sera in pochi minuti ha ridotto in cenere la Sayerlack SherwinWilliams di via Mascagni, una ditta produttrice di vernici per il legno. Fino alla tarda serata di ieri i vigili del fuoco hanno continuato le operazioni di spegnimento del maxi-incendio che ha sprigionato nell'aria un'altissima nube nera. Scongiurati i danni ambientali e alle persone, solo qualche lieve intossicato, ora si passa alla conta del danno materiale.

Della ditta di via Mascagni, da circa 35 anni al civico 10/12, rimane lo scheletro: alcune pareti sono state lacerate dalle fiamme, così come il blocco esterno del sistema antincendio, le recinzioni confinanti e persino l'asfalto. Tutte le ipotesi sull'incendio sono ancora aperte. Secondo una prima ricostruzione le fiamme si sarebbero propagate rapidamente da fusti contenenti resine, solventi e scarti stoccati nell'area esterna alla ditta.

scheletro azienda bruciata.jpg8Il titolare dell'attività assicura: al momento dell'esplosione la ditta era chiusa. Mentre stamattina davanti ai cancelli aperti si contavano decine di operai pensierosi circa il loro futuro. La paura è di restare a lungo senza lavoro, o peggio di assistere alla chiusura dell'azienda.

Nella conta dei danni vanno inserite anche le aziende limitrofe: Matteo Evangelista, uno dei tre titolari de la "Valsecchi", che produce fusti per scheletro azienda bruciata.jpg3sedie, stamattina controllava la propria attività. "Abito a 500 metri da qui e non appena ho visto la colonna di fumo alzarsi in cielo sono corso sul posto - racconta Evangelista - in quei momenti concitati sono riuscito solo ad aprire il cancello dell'azienda e abbassare il contatore della corrente. Sapevo non ci fosse nessuno nei locali ma la preoccupazione era alta".

La paura principale era di vedere la propria azienda avvolta dalle fiamme. La stessa paura che hanno provato i signori Riva quando di fronte a loro è scoppiato l'incendio: "Lavoriamo spesso con le piume d'oca - raccontano i Riva - se le fiamme fossero arrivate qui non oso immaginare le conseguenze".

Silvia Rigamonti

 

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