MARIANO – Dj Francesco e l’amarcord di nonno Gino

sabato, 24 gennaio 2015

gino longoniMARIANO COMENSE - Insieme al più famoso papà Roby, che l’ha svezzato tra “palco e realtà” durante i concerti dei Pooh c’è un altro uomo a cui Francesco Facchinetti deve dire grazie per quel che è diventato: si tratta del nonno Gino Longoni, conosciutissimo a Mariano Comense come imprenditore (è stato fondatore dell’azienda casearia Cademartori) e per il suo impegno nello sport e nel sociale (per mezzo secolo legò il suo nome al ciclismo italiano come responsabile delle commissione tecnica federale, concludendo la sua carriera come presidente del Gruppo Sportivo Ghisallo).

Proprio a lui Dj Francesco ha voluto dedicare un tenero ricordo oggi che, diventato papà per la seconda volta, si diverte a raccontare a Mia e al piccolo Leone, nato solo pochi mesi fa, chi era quel loro bisnonno che decise di trasferire l’intera famiglia a Mariano.

“Ciao nonno Gino. È da un po' che non ti parlo ma oggi mi sono svegliato con un po' di malinconia – inizia il suo affettuoso amarcord su Facebook -. Oggi ho pensato a te. Sono andato di corsa nel mio ufficio, ho aperto quelle scatole piene di fotografie e guarda qua cosa ho trovato. Avrò avuto 8 anni. Questa foto è esattamente quello che tu eri/sei per me: la mia montagna, la mia protezione, la mia roccia. Oggi spero di poter chiedere gli occhi e di sognare quando di domenica andavamo a mangiare la cotoletta dal Carluccio, Il Ristorante Longoni, in centro a Mariano Comense. Da buoni paesani facevamo la vasca in piazza e tu salutavi tutti, per tutti avevi una buona parola, per tutti avevi una carezza o una pacca sulla spalla”.

Qui il ricordo del coach di The Voice si fa più intimo. “Mi mancano le tue mani, grandissime – ricorda -. Raccontavano la storia della tua vita. La storia di un ragazzo che aveva fatto la Seconda Guerra Mondiale con la casacca nera. Eri stato catturato dagli americani ma salvando la vita di un generale a stelle e strisce durante un attentato nazista ti eri guadagnato la libertà e la vita. E quel dono te l'eri giocato bene, costruendo una famiglia con tanti sacrifici e un'azienda che aveva dato lavoro a tanti giovani, e non solo, del proprio paese. Oggi forse Matteo Renzi verrebbe a trovarti per stringerti la mano e tu gliela stritoleresti con la tua mano grande. Ciao Nonno Gino, ovunque tu sia, mentre chiacchieri coi tuoi amici lassù (si fanno le vasche anche lassù?) butta un occhio sui miei figli. L'unico grande dispiacere che ho è quello che tu non li abbia mai conosciuti, ma ti conosceranno attraverso i miei racconti. Ti voglio bene e se ogni tanto faccio qualche cavolata perdonami o se puoi, e so che puoi, dimmi nell’orecchio "Malnat!" (casinista in dialetto brianzolo) e io capirò”.

E chissà che non solo al padre stella dei Pooh, ma anche al nonno, Dj Francesco debba un po’ della sua passione per la musica: Gino Longoni è infatti stato per anni vicepresidente della banda del paese. Tutta un’altra musica, verrebbe da dire.

 

 

il Canturino NEWS - supplemento quotidiano a Lario News, testata giornalistica registrata (Tribunale LC n. 234/2015)