CARUGO - Giulio Rapetti "Mogol" è tornato a Carugo, per la prima volta dopo molti anni, per ricevere la cittadinanza onoraria del paese brianzolo. Nel 1941 a causa dei bombardamenti a Milano, la famiglia Rapetti si era infatti rifugiata in Brianza: per questo il legame tra il più noto paroliere della musica italiana e il questo territorio è molto solido.
Mogol, in questa giornata amarcord, prima ha visitato la casa in cui visse per qualche anno, in via Montegrappa, poi, dopo una veloce conferenza stampa, nell'auditorium del paese ha ricevuto dal sindaco Daniele Colombo il documento che sancisce il suo essere cittadino onorario di Carugo.
Mogol, 80 anni tra pochi mesi, in questa occasione, ha ricordato il momento in cui - nel periodo della Seconda Guerra Mondiale - il padre cercava un posto dove trasferirsi si fermò a Carugo: “La casa non c’era, c’era una terrazza, mio padre ha suggerito di far costruire dei muri sotto; quindi, in uno stanzone, siamo andati a vivere noi: io, mia sorella più piccola, mio papà e mia mamma". Poi ha parlato della guerra vista attraverso gli occhi di quello che allora era solo un bambino: “Mi ricordo i prigionieri australiani che passavano lì davanti con i tedeschi; un camion con i partigiani il 25 aprile che passavano con i fucili”.
Ha poi raccontato la paura della famiglia di non veder rincasare il padre, proprio il 25 aprile, che doveva arrivare in bicicletta da Milano. "Aveva bucato una gomma e l'aveva sostituita con alcuni stracci". La forza del legame con il genitore è emersa diverse volte dai racconti di Mogol: "Io e mio papà andavamo a prendere i gamberi nei ruscelli di campagna e li mangiavamo, così, crudi. Erano davvero altri tempi”. Mogol ha sottolineato il suo grande affetto verso Carugo: "Il paese che mi ha salvato dai bombardamenti". Ha poi descritto la gente della Brianza come "attiva e lavoratrice". In particolare si è soffermato sui falegnami che vedeva impegnati a intagliare letti e mobili in stile ottocentesco.
Successivamente l’attenzione di Mogol - durante la conferenza stampa convocata in Biblioteca - si è concentrata sugli anni della scuola con la maestra Ferrari. Parlando poi dell’esame di stato Giulio Rapetti ha ricordato con amarezza una maestra, venuta da Milano, che chiese ai bambini di svolgere un tema con traccia “Come saranno le città del 2000?”. “Io ho spiegato che le città del 2000 avrebbero avuto l’asfalto e i grattacieli e tutti secondo me sarebbero andati con i pattini a rotelle. Tutti avrebbero fatto sport e non ci sarebbe stata la puzza delle macchine. Poi ho scritto che non si sarebbero dovute comprare le uova per evitare di fare delle frittate”. La maestra però sembra che non abbia apprezzato: "Mi diede 4, una grande amarezza".

Il paroliere con un riconoscimento consegnatogli durante la cerimonia di conferimento della cittadinanza onoraria
Dopo il racconto della sua infanzia Giulio Rapetti "Mogol" è stato protagonista di un consiglio comunale straordinario: davanti al sindaco di Carugo e agli altri membri del consiglio comunale ha ricevuto la cittadinanza onoraria, alla presenza di molti giovanissimi studenti. Proprio ai ragazzi Mogol ha rivolto la sua attenzione con un discorso dal quale non solo i bambini possono imparare: “Voglio dirvi solo due cose importanti. La prima: ricordatevi che un uomo è forte e da ammirare se aiuta i deboli, se non scherza in modo cattivo con i suoi compagni, se non li deride, se li aiuta, allora diventa una persona da ammirare. Nell’altro caso è un uomo che tutti ricorderanno come un uomo sbagliato. Una cosa vi voglio dire: aiutate sempre, cercate di capire e non prendete mai in giro, non fate mai del male ai vostri compagni. Il bullismo è di persone stolte".
"Poi vi volevo dire un’altra cosa importante - ha aggiunto - Noi tutti abbiamo la possibilità di diventare tutti persone straordinarie. La possibilità di crescere è enorme, molto di più di quello che uno può immaginare, e non è vero che ci sono quelli che hanno talento e quelli che non ce l’hanno: tutti nasciamo con un talento latente che dobbiamo coltivare. Se si coltiva, se si insiste, se ci si approfondisce e si va avanti così, come camminando si può arrivare in cima all’Everest un passo dopo l’altro, così continuando tutti potete avere la magia dell’automatismo. È quello che è successo quando avete imparato a scrivere: per gli antichi romani chi scriveva era un genio, adesso lo fate tutti perché sono nate le scuole e voi giorno dopo giorno avete scritto, questo accade sempre. Non fermatevi! Non c’è niente di impossibile”.
Per Giulio Rapetti "Mogol" le cerimonie ufficiali non sono finite: dopo la cittadinanza onoraria di Carugo, martedì riceverà ufficialmente il titolo di Commendatore dal presidente della repubblica Sergio Mattarella.
Clarissa Albini









