JIHAD – La Lega: “Comaschi tra i terroristi globali”

martedì, 20 gennaio 2015

MOLTENI NCOMO - “Il governo faccia chiarezza sui tre sospetti terroristi residenti nella provincia di Como e inseriti nella black list statunitense e faccia scudo, con ogni mezzo, alle infiltrazioni estremiste nel nostro territorio”. Il deputato leghista Nicola Molteni torna a spronare il governo a ‘stringenti misure di sicurezza’ dopo la pubblicazione dell’elenco dei 60 italiani inseriti nelle black list Usa e indicati come “terroristi globali”. Tra questi figurerebbero due ‘comaschi’ e un’azienda ritenuta finanziatrice degli estremisti.

Nell’elenco Usa compaiono secondo la nota della Lega R. L. B. A. H. B. A., classe 1977, residente nel triangolo lariano, Y. M. N., residente a Campione d’Italia, tunisino d’origini. Nel mirino anche un’azienda: la Al Taqwa Trade, property and industry sempre di Campione d’Italia.

“Simili dati mostrano come il pericolo terroristico sia infiltrato nelle nostre città, anche a causa del lassismo di una sinistra che ha fino ad oggi sottostimato i rischi”. Molteni chiede quindi ad Alfano una “poderosa stretta antiterroristica”. Tra le “misure irrinunciabili”: “Più controlli sul territorio, più forze di polizia, potenziamento dei servizi di sorveglianza su luoghi di culto e associazioni islamiche, più controlli alle frontiere, stop a Schengen, moratoria su nuove moschee, stop a mare nostrum e Triton (strumenti di invasione incontrollata), no alla chiusura dei 252 uffici di polizia postale e di frontiera”. Molteni torna inoltre a sollecitare “l’immediato stop alla moschea di Cantù” e “la chiusura del luogo di
culto di Via Domenico Pino”. “I dati mostrano che moschee e luoghi di culto sono quartier generali del terrorismo. È diabolico perseverare con progetti che minano alla base la sicurezza dei cittadini”.

 

 

 

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