INTERVISTA – Il rottweiler: una razza dolcissima, non feroce ed assassina

lunedì, 22 febbraio 2016

francesca nicosiaOLGIATE COMASCO - Subito si era pensato che il cane, un rottweiler, avesse sbranato l’uomo con cui viveva, Cesare Porati, 85enne, che il 12 febbraio sera, era stato ritrovato senza vita nella sua casa, a Lurago d’Erba. Dai primi esami autoptici, invece, si è dedotto che l’uomo pare abbia avuto un malore.

“L’animale ha solo cercato di risvegliare il suo padrone – spiega Francesca Nicosia, titolare dell’allevamento “dell’Oplite rottweiler”, a Olgiate Comasco –. Questi cani vengono sempre classificati come rabbiosi, feroci e ingestibili. La verità è un’altra, sono animali molto dolci, affettuosi e che vivono quasi in simbiosi con il padrone. Immaginatevi questa povera bestia che vede il suo padrone per terra, privo di coscienza. Logicamente ha provato ad interagire con lui nell’unico modo possibile, cioè con la bocca”. Effettivamente pare che il cane, trovandosi in un momento di shock, stesse solo cercando di rianimare il padrone, non di azzannarlo.

“Se questo episodio fosse avvenuto con un cane di piccola/media taglia – continua Francesca – non si sarebbe alzato tutto questo polverone. Qui, però, si è visto coinvolto un rottweiler e allora, la cosa più normale è sembrata che il cane fosse l’assassino. La gente dovrebbe informarsi prima di parlare, cercando di venire davvero a contatto con questa razza, giudicandola solo in un secondo momento. Non credo che la famiglia dell’uomo possa subito avere indicato il cane come assassino, sicuramente il dubbio e la paura iniziale ci sarà stata, ma se una persona ama davvero il proprio cane, tenderà comunque a difenderlo”.

“Sono questi episodi che contribuiscono a rovinare il nome di una razza, insinuando paure inutili - spiega -. Io spero davvero che le persone riescano, finalmente, a capire quanto amore può dare un cane come un rottweiler e che, prima di puntare il dito contro qualsiasi animale, si cerchino davvero le cause che possono aver scatenato determinati suoi comportamenti”.

Il cane è stato, quindi, scagionato del tutto e ulteriori esami potranno dare la conferma di quanto risultato dall’autopsia, cioè il malore dell'uomo e il disperato tentativo del suo fedele amico, di risvegliarlo.

Barbara Mattioli

 

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