COMO - L’appuntamento è stato dato alle 16.30 ad Albate, in piazza del Tricolore, in uno dei paesi più colpiti dalla microcriminalità in questi ultimi due mesi, con un aumento dei furti in casa di circa il 33%. Qui militanti e sostenitori della Lega Nord hanno alzato una voce di protesta contro la poca sicurezza che dilaga tra le città della provincia. Uno degli striscioni che più hanno catturato l’attenzione è quello dei giovani della provincia di Como “Meglio sparare che farsi ammazzare”, a simboleggiare una cittadinanza che non riesce più a sentirsi protetta nemmeno nelle proprie case.
Hanno preso parte all’evento parte anche l’assessore regionale alla sicurezza, Simona Bordonali, il segretario della Lega Lombarda Paolo Grimoldi, il deputato Nicola Molteni, il consigliere regionale Daniela Maroni, il segretario provinciale Angelo Sala, il commissario di Como Eugenio Zoffili e Roberto Moscatelli, responsabile sicurezza per la provincia di Como, i sindaci del territorio.
Durante gli interventi è stato più volte ribadita la mancanza di sicurezza sul territorio, sottolineando che più volte sono state depositate delle interrogazioni in Parlamento, rivolte direttamente al ministro dell'Interno Angelino Alfano, per richiedere una risoluzione al problema. Le richieste, però, pare siano state più volte ignorate.
“Quando il ministro dell'Interno era Roberto Maroni, l’immigrazione era tenuta sotto stretto controllo e se oggi avesse ancora in mano lui la gestione di questo problema, non si sarebbe arrivati a questo punto. I soldi andrebbero spesi, non per quelli che sono potenziali clandestini, ma per incrementare la sicurezza sul territorio, dando un contributo maggiore alle Forze dell’Ordine locali”, così interviene Molteni, per sottolineare quanto sia diventata ingestibile la situazione attualmente nel nostro paese, dichiarando, inoltre, l’intenzione di richiedere lo stato di emergenza al Governo stesso.

Una richiesta che porterebbe all’incremento delle Forze dell’Ordine sul territorio e, come più volte ribadito, l’intervento dell’esercito, in modo da dare un maggior contributo alla Polizia, Vigili del Fuoco e Carabinieri locali, che hanno poco personale per il troppo lavoro richiesto.






