FRONTALIERI – Emmenthal, orologi e scioperi. L’inverno caldo della Svizzera

sabato, 21 febbraio 2015

sciopero svizzeraMENDRISIO (SVIZZERA) - Prosegue a oltranza lo sciopero dei lavoratori alla Exten di Mendrisio, l’azienda specializzata nella produzione di materiale plastico dove lavorano un centinaio di frontalieri provenienti dalle province di Como e Varese. La decisione è maturata nel pomeriggio di venerdì, nel corso di un’assemblea di tutti i lavoratori. I dipendenti incroceranno le braccia finché la proprietà non farà marcia indietro sulle riduzioni salariali: il 27% dello stipendio in meno per i lavoratori italiani e il 17% per i loro colleghi svizzeri.

Gli operai, sostenuti dal sindacato Unia, oggi affronteranno la terza giornata di sciopero. Difende i tagli Franco Ambrosetti, membro del Cda della Exten ed ex-presidente della Camera Ticinese di Commercio. “Si tratta di una misura d’emergenza presa a malincuore – ha spiegato – c’è la possibilità di una restituzione parziale dei soldi tolti dallo stipendio quando la situazione migliorerà”. Non gli credono sindacati e lavoratori intenzionati a proseguire a oltranza con il blocco della produzione. Sul tavolo degli imputati, secondo i sindacati, anche i gruppi di grandi dimensioni.

"Agie, Smb, Mes, Mikron, Ferriere Cattaneo, Exten, Micro Macinazione, Otto Trading e molte altre aziende hanno completamente scaricato ogni rischio aziendale sui lavoratori abbassando drasticamente i salari e aumentando le ore di lavoro – spiega in un comunicato il Partito Operai Popolare svizzero, costituitosi cinque mesi fa per difendere i diritti del lavoratori nel Paese delle banche e delle multinazionali. La politica deve farsi protagonista delle vicende economiche e quindi intervenire affinché il padronato garantisca i diritti. Non si deve cedere ai ricatti della delocalizzazione e dei licenziamenti".

C.B.

 

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