CERMENATE – L’intervista: dolori e danni lavorativi per la sciatrice investita

domenica, 5 maggio 2019

CERMENATE - "Un grande dolore, credevo di essermi rotta tutta... Sotto shock, volevo alzarmi per andare al rifugio dove avevamo prenotato il pranzo".

Antonella in una foto prima dell'incidente

Antonella Brianzi ricorda così i momenti del suo grave incidente sulle piste da sci di Bobbio, nel lecchese. Una esperienza comune a chi viene colpito da un infortunio. Il corpo che ti dice chiaramente la gravità delle conseguenze subite e nello stesso tempo la testa, la parte razionale, che cerca di minimizzare e tenta di ritrovare una normalità ormai esplosa.

In effetti il conteggio finale dei danni subiti dalla donna mette in fila una ernia al collo, due vertebre fratturate, due costole fratturate di cui una in modo scomposto e altre due incrinate.

"Non riuscivo neppure a respirare a causa del dolore immenso". A distanza di più di due mesi per Antonella Brianzi, 52 anni, restare in piedi e perfino seduta finisce per essere un supplizio.

La donna non era da sola in quella gita fuori porta sugli sci, c'erano la figlia diciottenne e un amico di questa, oltre ad altri amici.

"Stavo sciando quando all'improvviso mi sono trovata sbalzata sulla neve da un grande colpo alla schiena. Lì vicino per terra c'era, piangente, la mia investitrice". Alla figlia di Antonella e al maestro di sci, nel frattempo avvicinatosi, la ragazza responsabile dello scontro in pista sembra abbia dichiarato in lacrime di avere un grande mal di testa - in effetti i traumi riportati da Brianzi sono dovuti in parte al colpo ricevuto sulla schiena dal casco dell'investitrice.

Immagine di repertorio

Il maestro prontamente richiede l'intervento sanitario. Sul luogo dell'impatto arrivano infatti gli uomini del Soccorso alpino, addetti al soccorso piste.

Nel frattempo la giovane investitrice chiede il numero di telefono alla figlia di Antonella, impegnandosi a richiamare per sentire le condizioni della ferita. Poi, però, si dilegua, a quanto pare rifiutando pure le cure per la sua, di caduta.

L' "identikit" dell'investitrice

Purtroppo la figlia, frastornata da quanto appena accaduto alla madre, non può avere la lucidità di chiedere a sua volta un recapito alla giovane donna, descritta come una 22/24enne con treccia.

Antonella viene quindi trasportata alla baitina del soccorso piste, per una prima visita e dove riceve un antidolorifico in attesa dell'elicottero che la trasporterà all'ospedale Alessandro Manzoni di Lecco. "Il personale dell'elitrasporto è stato gentilissimo e accurato.  In effetti nei documenti ha citato l'impatto e preso nota della mia età corretta, mentre nella documentazione ottenuta da Bobbio sembro caduta da sola, priva di assicurazione e un ... sessantenne. In realtà all'acquisto del biglietto per gli impianti di Bobbio avevo per fortuna aggiunto i 3 euro della polizza".

"Abbiamo descritto tutto a un carabiniere, mentre eravamo ancora a Bobbio, ma non mi sembra abbia preso appunti".

La giornata al Pronto soccorso deve essere di quelle impegnative, perché la donna deve attendere ore prima di ottenere la prima lastra: "Mi parlavano di casi gravi davanti a me e di portare pazienza, ma di non muovere assolutamente le gambe, perché se ci fosse stata una frattura alla colonna sarei potuta rimanere paralizzata".

Dopo i raggi cervicali e la Tac toracica, saranno le costole ad attrarre maggiormente l'attenzione. "Nel responso si cita un'ombra a livello del collo, ma l'impossibilità di vedere meglio. Le indicazioni prescrivono di ripetere i raggi a distanza per le costole".
Il giorno dopo Brianzi viene dimessa.

Per lei il calvario non si attutisce affatto, i dolori alla schiena rimangono importanti. A metà marzo una Pet rivela il danno al collo. Rimanendo il quadro algico invariato, il medico curante prescrive successivamente una Tac dorsale da cui emergono le due vertebre offese.

"A questo punto mia sorella ha deciso di pubblicare l'appello su facebook, indignata dal fatto che la ragazza non abbia mai chiamato, neppure con numero nascosto, per sapere come stavo".

              Il sorriso di Antonella: tornerà quello di prima?

Per Antonella Brianzi, comunque, la vita è cambiata anche professionalmente. Il suo lavoro d'insegnante d'inglese, infatti, è composto da un puzzle di presenze in scuole diverse, tra Cantù e Milano, che non riesce più a raggiungere, soprattutto per il dolore anche in posizione seduta: "Per mangiare mi metto sul tappeto in ginocchio e leggermente reclinata in avanti".

N. A.

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