MARIANO COMENSE - Non solo in chiesa. Renato Viganò è stato celebrato a lungo anche in municipio. "L'idea è nata dal desiderio di
tanti, comuni cittadini e autorità, di ricordare Viganò" spiega il sindaco di Mariano Giovanni Marchisio. In tanti lo vogliono ricordare con un pensiero, un aneddoto che riesca a dare quell'immagine trasparente dell'ex primo cittadino.
"Erano gli anni '90 quando ho conosciuto nel suo studio di sindaco Renato Viganò, insieme nel
Coordinamento comasco della pace, un'attività che mi ha permesso di conoscere un grande uomo e un grande politico - ricorda Claudio Bizzozero, sindaco di Cantù - aveva un dono: sapeva inquadrare i problemi in pochi istanti e in pochi istanti capiva come fosse meglio agire. Ricordo il viaggio Chiapas, fianco a fianco di Renato uniti dal coordinamento. Alcune sue parole semplici e profonde nata dalla visione della vera povertà, di bambini che non hanno nulla, mi sono rimaste in mente, svelando l'uomo con la grande fede in Dio che era Renato. Credo che a tutti noi almeno una volta nella vita capiti di incontrare qualcuno di speciale, qualcuno che ispiri fiducia e rispetto fin da subito, questo per me era Renato e ora mi sento solo di dirgli buon viaggio".
La commozione è palpabile nella sala che presto si fa presto piccola, incapace di contenere tutte le persone accorse per dedicare
un pensiero al grande uomo prima che politico che fu Viganò. Si conta la presenza dell'amministrativo di Fondazione Porta Spinola, i rappresentanti del Partito Democratico del paese che verrà a lui dedicato, gli amici. "Voglio ricordarlo nel suo aspetto più spiritoso, quando alle partite di calcio del Mariano gridava infuriato "arbitrino!" o quando ancora diceva "che c'è chi mangia pane e volpe ma io mangio solo la volpe"" racconta il dottor Eugenio Erba che sceglie di richiamare alla memoria i momenti goliardici e allegri di un signore che si appassionato di calcio fino all'ultimo.
Al ricordo felice si unisce il maestro Gianfraco Lucca, l'ex primo cittadino Paolo Brenna, il presidente del consiglio comunale visibilmente scosso Alberto Crippa e infine Luca Gaffuri che sceglie di salutarlo con un arrivederci.






